
Alla Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso l’arrivo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni segna l’inizio della messa in suffragio delle vittime dell’incendio di Crans-Montana. La cerimonia, presieduta dal cardinale Baldo Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma, è stata convocata in memoria dei giovani morti nel rogo che nella notte di Capodanno ha colpito il bar Le Constellation nella località svizzera.
I primi ad arrivare in chiesa sono stati Massimo e Carla, i genitori di Riccardo Minghetti. Insieme a loro diversi familiari delle sei vittime italiane, ascoltati dai tanti esponenti politici presenti, sia di maggioranza che di opposizione.
All’esterno della basilica, in una via del Corso in gran parte transennata, oltre trecento persone hanno atteso in silenzio l’arrivo delle autorità, in un clima carico di tensione. Dalla Svizzera intanto arrivava la notizia dell’arresto del titolare del locale teatro della tragedia, mentre si guarda con speranza all'ospedale Niguarda di Milano dove sono ancora ricoverate undici persone rimaste coinvolte nel rogo.
Nel corso dell’omelia, il cardinale Reina ha ricordato i sei italiani morti nell’incendio – Giovanni Tamburi, Achille Barosi, Emanuele Galeppini, Chiara Costanzo, Riccardo Minghetti e Sofia Prosperi – definendo la loro scomparsa «un dolore che patisce tutto il nostro Paese, facendoci sentire un’unica grande famiglia che soffre».
Il porporato ha parlato di una «straziante comunione» con chi piange i propri cari e con chi, negli ospedali, «lotta per la vita e la guarigione», citando in particolare i feriti ricoverati al Niguarda di Milano.
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso la propria vicinanza con un messaggio lasciato in mattinata durante la cerimonia di commemorazione tenutasi in Svizzera, a Martigny, dove ha partecipato in compagnia dell'omologo francese Macron e diversi esponenti politici europei.
«La cerimonia di oggi per l'immane tragedia che si è consumata impone poche parole: angoscia nel ricordo delle vittime, piena solidarietà verso i loro familiari, affettuosa e costante vicinanza ai giovani che in ospedale lottano per riprendersi le proprie vite, giustizia per quanto accaduto», è il suo testo scritto nel libro delle condoglianze.
Mentre tutta Italia si ritrova affianco ai familiari delle vittime, la procura continua le indagini. Roma ha infatti delegato gli uffici di Milano, Bologna e Genova a effettuare le autopsie sulle vittime italiane dell’incendio residenti nelle rispettive città: Chiara Costanzo, Achille Barosi, Giovanni Tamburi ed Emanuele Galeppini.
Gli esami vengono svolti nell’ambito di un’indagine che ipotizza i reati di omicidio colposo e incendio colposo. Per la morte di Riccardo Minghetti procede direttamente la procura della Capitale.
Nel frattempo dalla Svizzera giunge la notizia dell'arresto del titolare del locale, Jacques Moretti, nell'ambito delle indagini della Procura incaricata del procedimento per «omicidio colposo per negligenza, lesioni personali colpose per negligenza e incendio doloso per negligenza».
Resta alta l’attenzione sulle condizioni delle undici persone ricoverate all’ospedale Niguarda di Milano. Secondo l’ultimo bollettino medico diffuso dalla struttura, tutti i pazienti sono in condizioni stabili, pur nella loro gravità.
Per alcuni le condizioni restano critiche a causa delle ustioni riportate e dei danni polmonari provocati dall’inalazione di fumo, che rendono necessaria l’assistenza meccanica alla respirazione. Tutti risultano sedati e in prognosi riservata.
I medici hanno spiegato che le grandi ustioni costituiscono una patologia grave e complessa, che può comportare complicanze anche a distanza di tempo e richiede settimane, se non mesi, prima che un paziente possa essere considerato fuori pericolo.
Per questo motivo al momento non sono possibili previsioni sull’evoluzione clinica dei feriti. L’ospedale ha inoltre annunciato che i bollettini verranno diffusi solo in presenza di informazioni cliniche rilevanti di interesse pubblico, per consentire agli specialisti di concentrare tutte le energie sull’assistenza ai pazienti e alle loro famiglie.
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