
È una giornata cruciale per l’inchiesta sulla strage di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, dove l’incendio divampato nel locale Le Constellation ha causato 40 morti e 116 feriti. Perchè nel pomeriggio di oggi, verrà eseguita l’autopsia sul corpo di Riccardo Minghetti, il ragazzo di 16 anni originario di Roma rimasto ucciso nel rogo.
L’esame medico-legale è stato disposto dalla procura di Roma, che ha aperto un fascicolo d’indagine per accertare le cause della tragedia e le eventuali responsabilità penali. Al momento il procedimento è iscritto contro ignoti e ipotizza i reati di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e incendio.
Parallelamente, l’ufficio giudiziario capitolino ha delegato le Procure di Milano, Bologna e Genova per il conferimento degli incarichi relativi alle autopsie delle altre cinque vittime italiane coinvolte nella strage. Tutti gli esiti confluiranno poi negli uffici di piazzale Clodio, dove verrà ricomposto il quadro investigativo complessivo sotto il coordinamento della magistratura capitolina.
I pubblici ministeri di Roma sono al lavoro anche per predisporre una rogatoria alle autorità svizzere, con cui verranno richiesti gli atti dell’inchiesta elvetica, la lista degli indagati e i verbali degli interrogatori già svolti. La trasmissione della documentazione potrebbe portare all’iscrizione nel registro degli indagati di Jacques e Jessica Moretti, i coniugi italiani gestori del club Le Constellation, oltre a eventuali altre posizioni.
In Svizzera, intanto, oggi il Tribunale vallesano per le misure coercitive è chiamato a pronunciarsi sulla convalida della custodia cautelare di Jacques Moretti, arrestato venerdì scorso per il rischio di fuga. La moglie Jessica Moretti si trova invece in libertà con braccialetto elettronico. Per lei la Procura ha chiesto gli arresti domiciliari. I coniugi sono accusati di omicidio per negligenza, lesioni e incendio.
Nel corso dell’audizione come persona informata sui fatti, prima dell’arresto, Jacques Moretti ha ammesso che una porta di sicurezza era chiusa la notte dell’incendio. Ha riferito di averla trovata serrata dall’interno con un lucchetto e di averla scardinata per soccorrere alcune persone prive di sensi, tra cui la barista ventiquattrenne Cyane Panine, deceduta nel rogo. Nelle oltre 350 pagine del fascicolo dell’accusa, però, numerose testimonianze convergono sulla mancanza di vie di fuga adeguate.
Moretti non ha escluso che l’incendio possa essere stato innescato dai bengala applicati alle bottiglie di champagne, sostenendo tuttavia che venivano utilizzati “da dieci anni senza problemi” e che “ci fosse anche altro”. La moglie ha confermato che le candele scintillanti venivano aggiunte “sistematicamente” al servizio in sala. Il titolare ha inoltre ammesso di aver acquistato personalmente il rivestimento isolante del locale in un negozio di bricolage e di averlo installato durante i lavori di ristrutturazione del 2015.
Dalla stampa svizzera emergono anche precedenti a carico dei gestori: nel 2020 era stata aperta un’inchiesta sui fondi Covid ricevuti dal locale, un prestito di 75.500 franchi in parte utilizzato per l’acquisto di una Maserati. L’indagine si era chiusa con un non luogo a procedere dopo che i Moretti avevano dimostrato che l’auto figurava nei conti della società.
Oggi a Sion è atteso anche l’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado, a conferma dell’attenzione istituzionale su una vicenda che ha colpito duramente anche l’Italia. L’autopsia di Riccardo Minghetti e le decisioni dei giudici svizzeri segnano un passaggio decisivo in un’inchiesta che mira a fare piena luce su una delle tragedie più gravi degli ultimi anni in Europa.
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