
È stata pubblicata oggi l'edizione 2026 della Academic Ranking of World Universities (Arwu), una delle valutazioni accademiche più prestigiose e influenti a livello globale, curata dall'organizzazione indipendente Shanghai-Ranking Consultancy. Il quadro che emerge scatta una fotografia chiara del sistema universitario internazionale: un’egemonia anglo-americana ai vertici, una presenza massiccia delle potenze asiatiche e un'Italia che, pur non riuscendo ad abbattere il muro dei primi cento atenei, dimostra una solida qualità diffusa.
Su oltre 2.500 università censite, la classifica analizza e valuta le migliori 1.000 al mondo. Il podio assoluto resta saldamente in mano agli Stati Uniti, che occupano ben otto delle prime dieci posizioni. L'Università di Harvard consolida la sua storica leadership conquistando il primo posto, seguita dall'Università di Stanford e dal Massachusetts Institute of Technology (MIT).
A rompere il dominio americano ci pensa il Regno Unito L'Università di Cambridge si piazza al quarto posto (seguita dalla rivale Oxford nella top 10), mentre la top five si chiude con l'Università della California, Berkeley. Per quanto riguarda l'Europa continentale, le prestazioni migliori si registrano in Francia e Svizzera, con l'Università Paris-Saclay al 13° posto e il Politecnico di Zurigo (ETH) al 19°.
A livello quantitativo, è la Cina a dominare la classifica complessiva con ben 234 atenei presenti tra i primi mille, superando gli Stati Uniti che ne contano 187. Segue il Regno Unito con 57 università, la Germania con 51 e l'Italia con 42.
Per trovare la prima rappresentante del nostro Paese occorre scendere fino alla 153ª posizione, dove si posiziona l’Università La Sapienza di Roma, che si riconferma prima a livello nazionale.
Proseguendo nella classifica delle top 200 l'Università di Padova affianca la capitale nella fascia immediatamente successiva tra le top 300 si posizionano il Politecnico di Milano, l'Università di Bologna, la Statale di Milano, la Federico II di Napoli, l'Università di Pisa e l'Ateneo di Torino.
La conferma ai vertici della classifica Arwu, insieme ai risultati ottenuti negli ultimi sei anni nei principali ranking internazionali, testimonia la solidità del percorso intrapreso e la nostra capacità di competere ai massimi livelli
ha affermato Antonella Polimeni, Rettrice dell'Università La Sapienza.
La metodologia di Arwu si basa su 6 parametri oggettivi e rigorosi. Tra questi rientrano il numero di premi Nobel e medaglie Fields vinti da ex studenti o ricercatori dell'ateneo, la quantità di ricercatori altamente citati (Highly Cited Researchers secondo Clarivate Analytics) e il volume di pubblicazioni scientifiche su riviste di primo piano come Nature e Science.
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