
Yin Yuzhen si ricongiunge con Ronald Sakolsky (Fonte: agenzia Xinhua)
Cinquemila dollari raccolti da un insegnante statunitense alla fine degli anni Novanta sono diventati, più di un quarto di secolo dopo, una foresta di oltre 50mila alberi nella Mongolia Interna. E i protagonisti di quella storia, Ronald Sakolsky e Yin Yuzhen, si sono ritrovati il 23 agosto all'aeroporto di Ordos.
Sakolsky, oggi insegnante in pensione, era arrivato in Cina nel 1999 nell'ambito di un programma di scambio tra docenti. Insegnava inglese in una scuola di Luoyang, nella provincia dello Henan, quando vide in televisione un servizio dedicato al lavoro di Yin Yuzhen, impegnata da anni nella piantumazione di alberi nell'area sabbiosa del Maowusu, nel nord della Cina.
Colpito dalla sua storia, l'insegnante iniziò a raccogliere fondi negli Stati Uniti e riuscì a mettere insieme 5mila dollari, destinati a Yin e al marito per acquistare nuovi alberelli e proseguire gli interventi contro l'avanzata della sabbia.
Quelle piante, secondo Xinhua, sono cresciute fino a formare oggi una foresta con più di 50mila alberi.
La storia di Yin era cominciata molto prima dell'incontro con Sakolsky. Arrivata nel 1985 nel villaggio di Salawusu, nell'Uxin Banner, si trovò a vivere in un territorio circondato dalle dune.
L'anno successivo vendette una pecora della famiglia per comprare 600 alberelli da piantare intorno alla propria abitazione. Una tempesta di sabbia ne lasciò in piedi meno di dieci, ma Yin e il marito continuarono il lavoro negli anni successivi.
Il suo impegno contro la desertificazione l'ha portata a essere riconosciuta in Cina come lavoratrice modello a livello nazionale. La donazione ricevuta nel 1999 arrivò, secondo il suo racconto, in una delle fasi più difficili del progetto e le permise di acquistare piantine di qualità migliore.
Sakolsky raggiunse poi il Maowusu nel 2000 e incontrò Yin di persona. Quella visita rimase però l'ultima per oltre due decenni: i due persero progressivamente i contatti e non si videro più fino a quest'anno.
La storia è riemersa nella primavera del 2026, quando Yin ha registrato un video rivolgendosi direttamente al suo vecchio amico americano e invitandolo a tornare in Cina per vedere cosa fosse diventata la foresta finanziata con la sua donazione.
Il filmato ha cominciato a circolare sui social cinesi e Sakolsky è stato infine rintracciato. I due hanno così ripreso i contatti a distanza, preparando il nuovo incontro.
Domenica 23 agosto l'insegnante statunitense è arrivato all'aeroporto di Ordos, dove Yin e la sua famiglia lo aspettavano. Le immagini diffuse dai media cinesi mostrano i due abbracciarsi dopo oltre vent'anni dall'ultimo incontro.
Il giorno successivo Sakolsky ha raggiunto anche la casa di Yin nel villaggio di Salawusu, incontrando i suoi familiari e osservando immagini e testimonianze degli anni trascorsi a contrastare la desertificazione.
Quella che nel 1999 era stata una raccolta fondi nata da un servizio televisivo si è così trasformata in una storia durata più di un quarto di secolo: dalla prima donazione agli alberi cresciuti nel Maowusu, fino al nuovo incontro a Ordos.
Fonte: agenzia Xinhua
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