
Più spazio a campeggi, escursionismo, turismo naturalistico e soggiorni nelle foreste, ma con limiti più rigidi per evitare che i progetti turistici vengano utilizzati per costruire ville, immobili o campi da golf.
È uno degli obiettivi delle nuove linee guida sullo sviluppo del turismo pubblicate congiuntamente in Cina dal ministero delle Risorse Naturali, dal ministero della Cultura e del Turismo e dall'Amministrazione nazionale per le foreste e le praterie.
Il documento punta a rendere più semplice l'utilizzo coordinato di terreni, foreste e altre risorse naturali per i progetti turistici, inserendo le esigenze del settore nella pianificazione territoriale del Paese per il periodo del 15esimo Piano quinquennale, dal 2026 al 2030.
Le nuove indicazioni prevedono di sostenere attività come campeggio, escursionismo, visite turistiche, viaggi di studio e soggiorni benessere nelle foreste nelle aree nelle quali queste attività sono compatibili con i vincoli ambientali.
L'obiettivo è utilizzare maggiormente il patrimonio naturale per sviluppare nuove forme di turismo senza superare i limiti stabiliti per la tutela degli ecosistemi.
Il testo ufficiale precisa che, anche all'interno delle aree comprese nella cosiddetta “linea rossa” di protezione ecologica, alcune attività di ecoturismo potranno essere ammesse al di fuori delle zone centrali sottoposte alla protezione più stringente.
Le necessità territoriali delle aree panoramiche e delle altre destinazioni turistiche dovranno inoltre essere integrate nella pianificazione complessiva dell'uso del suolo durante i prossimi cinque anni.
Una parte delle misure riguarda le difficoltà incontrate dai progetti turistici di dimensioni ridotte, soprattutto nelle zone rurali o più lontane dai centri urbani.
Le linee guida prevedono la possibilità di sostenere la realizzazione di infrastrutture di servizio come stazioni di rifornimento, aree di sosta e altri servizi destinati ai visitatori, con l'obiettivo di rendere accessibili anche destinazioni meno servite.
Il documento introduce inoltre modalità più flessibili per coordinare l'utilizzo delle risorse naturali quando un singolo progetto necessita contemporaneamente di più aree o di differenti tipologie di risorse.
All'apertura di nuovi spazi per il settore vengono però affiancati limiti espliciti.
Le autorità stabiliscono che la destinazione dei terreni dovrà continuare a rispettare la pianificazione territoriale e vietano di utilizzare progetti turistici come pretesto per modificare arbitrariamente l'uso del suolo.
Tra gli interventi espressamente vietati con questa modalità figurano ville, tenute private, progetti immobiliari e campi da golf.
Il testo ufficiale comprende tra gli interventi da contrastare anche alcuni progetti di parchi tematici e ricostruzioni pseudo-storiche quando comportano un uso del territorio non conforme alla pianificazione approvata.
Le nuove misure arrivano mentre il mercato turistico interno cinese continua a crescere.
Nel primo semestre del 2026 i residenti hanno effettuato 3,463 miliardi di viaggi all'interno del Paese, il 5,4% in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
La spesa complessiva ha raggiunto 3.210 miliardi di yuan, con un aumento del 2% su base annua. I dati sono stati pubblicati ad agosto dal ministero cinese della Cultura e del Turismo.
Il piano nazionale per il turismo relativo al periodo 2026-2030 fissa un obiettivo ancora più ampio: arrivare entro la fine del decennio a 8,3 miliardi di viaggi interni all'anno e a una spesa turistica domestica di 7.700 miliardi di yuan.
La strategia cinese punta quindi ad ampliare ulteriormente un mercato interno già enorme, cercando allo stesso tempo di utilizzare nuove aree e risorse naturali senza trasformare l'espansione turistica in una deroga generalizzata alle regole sull'uso del territorio.
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