Roma, 11 marzo 2026
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Carta d’identità elettronica a Roma, appuntamenti introvabili: nel mirino le agenzie che vendono prenotazioni

Commissione in Campidoglio il 27 marzo sul fenomeno delle intermediazioni a pagamento. Il Comune chiede correttivi alla piattaforma nazionale Agenda CIE

di Camilla PalladinoULTIMO AGGIORNAMENTO 3 ore fa - TEMPO DI LETTURA 3'
Carta d’identità elettronica a Roma, appuntamenti introvabili: nel mirino le agenzie che vendono prenotazioni

Per molti cittadini di Roma ottenere un appuntamento per il rilascio della carta d’identità elettronica resta un’impresa. Le disponibilità negli uffici anagrafici dei municipi e negli open day vengono spesso esaurite in pochi minuti, rendendo complicato prenotare attraverso la piattaforma ufficiale. In questo contesto si è diffuso il fenomeno delle agenzie private che offrono appuntamenti a pagamento, chiedendo ai cittadini cifre che in alcuni casi superano i 100 euro per ottenere in pochi giorni una prenotazione per la Carta d’identità elettronica.

Commissione in Campidoglio il 27 marzo

La vicenda sarà al centro di una seduta della commissione Statuto e Innovazione tecnologica di Roma Capitale convocata per il 27 marzo. Il presidente della commissione, Riccardo Corbucci (Pd), ha parlato di un sistema «gravissimo» che potrebbe configurare «una vera e propria truffa ai danni dello Stato, di Roma Capitale e dei cittadini». Secondo Corbucci, alcune agenzie pubblicizzano sui social la possibilità di ottenere rapidamente un appuntamento, nonostante la procedura ufficiale preveda una prenotazione nominativa attraverso la piattaforma nazionale Agenda CIE. In passato il fenomeno era già stato segnalato dall’allora assessore capitolino Andrea Catarci con una denuncia alla polizia locale e alla prefettura. Oggi però, secondo il presidente della commissione, il sistema si sarebbe evoluto: alcune agenzie riuscirebbero a prenotare direttamente utilizzando il codice fiscale della persona che poi si presenterà allo sportello, rendendo di fatto inefficaci i controlli.

I timori per privacy e sicurezza dei dati

Tra le criticità segnalate ci sono anche i rischi per la privacy e la sicurezza informatica. In diversi casi, infatti, per ottenere l’appuntamento i cittadini dovrebbero fornire a soggetti privati dati personali sensibili o credenziali di identità digitale. Per Corbucci la questione è chiara: «La carta d’identità è un diritto e non può diventare un business». L’obiettivo della commissione sarà quindi ascoltare gli uffici competenti e individuare misure per garantire trasparenza e pari accesso al servizio.

Le reazioni politiche

Sulla convocazione della commissione è intervenuto anche il consigliere capitolino di Azione Antonio De Santis, che ha parlato di «un passo necessario per riportare correttezza in un servizio che dovrebbe essere garantito in modo equo a tutti». Secondo De Santis il fatto che alcune agenzie riescano a prenotare usando direttamente il codice fiscale degli utenti dimostra «quanto il sistema sia vulnerabile» e quanto sia urgente un intervento strutturale. Critiche anche da parte dei consiglieri di Italia Viva Valerio Casini e Francesca Leoncini, che definiscono il fenomeno «una grave distorsione nell’accesso a un servizio pubblico essenziale», con conseguenze negative sia per i cittadini sia per l’immagine dell’amministrazione capitolina.

Il Campidoglio: la piattaforma è nazionale

Dal Campidoglio ricordano però che il sistema di prenotazione non è gestito direttamente dal Comune. La piattaforma Agenda CIE dipende infatti dal ministero dell’Interno. L’assessore alle Periferie e ai Servizi delegati Pino Battaglia ha spiegato che Roma Capitale ha già segnalato al ministero alcune criticità tecniche, tra cui la possibilità di effettuare prenotazioni inserendo codici fiscali non validi, che possono ridurre artificialmente la disponibilità reale degli appuntamenti. Per questo l’amministrazione ha chiesto l’introduzione di correttivi tecnici alla piattaforma, che dovrebbero essere sviluppati dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e resi operativi entro aprile 2026.

Il nodo dell’intermediazione

Battaglia ha chiarito che l’attività di intermediazione non è di per sé illegale, soprattutto quando serve ad aiutare cittadini con difficoltà nell’utilizzo degli strumenti digitali. Il problema, secondo l’assessorato, nasce quando eventuali vulnerabilità del sistema finiscono per favorire fenomeni speculativi e saturazioni artificiali delle prenotazioni. Per contrastare le difficoltà legate all’uso dei servizi online, il Comune ha inoltre attivato i Centri di facilitazione digitale presenti nei municipi, nelle biblioteche e in altri spazi civici. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è garantire un sistema di prenotazione «trasparente, accessibile e pienamente funzionante per tutti i cittadini».

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