Roma, 24 gennaio 2026
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Cannabis e Codice della strada, il radicale Blengino a processo: chiesto il rinvio alla Corte costituzionale

Il 22 gennaio Filippo Blengino, segretario di Radicali Italiani, è comparso davanti al Tribunale di Roma per la disobbedienza civile contro il Cds. Depositata la questione di legittimità costituzionale sull’articolo 187

di Edoardo IacolucciULTIMO AGGIORNAMENTO 1 giorni fa - TEMPO DI LETTURA 3'

Il segretario di Radicali Italiani Filippo Blengino ha iniziato il processo a suo carico «per la disobbedienza civile contro il Codice della strada voluto da Matteo Salvini», come scriveva il radicale sui social, chiarendo il contesto della vicenda giudiziaria.

Blengino ricordava l’azione compiuta a fine 2024, in cui aveva deciso di mettersi «alla guida in uno stato di totale lucidità», a distanza di giorni dall’assunzione di cannabis, con un obiettivo preciso: «Dimostrare la natura illiberale del nuovo articolo 187 e arrivare davanti a un giudice». Un gesto di disobbedienza civile, pensato per trasformare la contestazione amministrativa in un confronto diretto con la giurisdizione.

L’udienza del 22 gennaio

Il 22 gennaio, davanti al Tribunale di Roma, la linea annunciata è stata confermata. «Nell’udienza di oggi presso il Tribunale di Roma, abbiamo depositato la questione di legittimità costituzionale relativa all’articolo 187 del Codice della strada», ha dichiarato Blengino, imputato per la disobbedienza civile promossa contro la riforma del Codice della strada.

In aula, insieme all’avvocata Marianna Caiazza, il segretario radicale ha chiesto la sospensione del processo e il rinvio degli atti alla Corte costituzionale, come anticipato nel messaggio della vigilia.

«Una norma irragionevole e liberticida»

«Abbiamo portato a processo una norma irragionevole mediante il senso politico e civile della mia disobbedienza», ha spiegato poi Blengino, rivendicando il carattere politico e giuridico dell’iniziativa. Secondo il segretario di Radicali Italiani, la riforma introduce un impianto «liberticida e arbitrario», privo delle necessarie garanzie.

Il cuore della contestazione riguarda l’impostazione dell’articolo 187, che punisce la guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti anche in assenza di alterazione.

Il nodo dell’uguaglianza

«Abbiamo evidenziato l’inaccettabile paradosso per cui due soggetti ugualmente lucidi al momento della guida possano essere destinatari di trattamenti giuridici differenti, in palese violazione dei principi di uguaglianza e ragionevolezza», ha proseguito Blengino, indicando le basi giuridiche della questione sollevata.

Da qui la richiesta che la vicenda approdi alla Consulta. «Queste sono le basi della nostra iniziativa affinché la questione approdi alla Corte costituzionale», ha affermato, chiarendo che l’obiettivo va oltre il singolo procedimento.

L’obiettivo politico e costituzionale

«L’obiettivo è smantellare, disposizione per disposizione, l’attuale quadro normativo contrastante con i diritti e le libertà sancite dalla nostra Costituzione», ha concluso il segretario di Radicali Italiani. Un quadro che, secondo Blengino, è «imposto da questo Governo e privo senso delle garanzie e rigore giuridico». Ora la parola passa ai giudici, chiamati a valutare il rinvio degli atti alla Corte costituzionale.

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