
Roma, Piazza di Spagna (La Capitale)
Roma è il capoluogo di regione che ha registrato la più alta temperatura superficiale massima media durante l'estate 2025 tra quelli analizzati nel rapporto L'estate che scotta, pubblicato da Greenpeace Italia sulla base di elaborazioni effettuate con dati forniti da ricercatori ISTAT.
Secondo il report, la temperatura superficiale massima media rilevata nella Capitale nei mesi di giugno, luglio e agosto 2025 è stata pari a 44,8°C.
Nella stessa classifica seguono Torino con 44,2°C, Cagliari con 44,0°C, Napoli con 43,7°C e Firenze con 43,3°C.
Il rapporto precisa che la temperatura superficiale non coincide con la temperatura dell'aria o con quella percepita dalle persone, ma rappresenta la temperatura delle superfici urbane rilevata tramite dati satellitari.

Il report analizza anche il fenomeno delle isole di calore urbane, misurato come differenza tra la temperatura superficiale delle aree urbane e quella delle aree rurali circostanti. In altre parole, l'indicatore misura quanto una città sia più calda rispetto al territorio extraurbano che la circonda.
Per Roma il valore rilevato nell'estate 2025 è pari a 8,0°C. Nella classificazione utilizzata dal rapporto questo valore rientra nella categoria definita «moderata».
«Nelle città il problema è molto serio: superfici in cemento e asfalto, unite alla scarsità di vegetazione, trattengono energia durante il giorno e rilasciano calore durante la notte, impedendo il raffreddamento»
osserva Davide Faranda, direttore di ricerca del Centro nazionale francese per la ricerca scientifica (CNRS) e tra gli autori dei rapporti dell'IPCC, il panel delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico.
Secondo il rapporto, il fenomeno è legato alla presenza di superfici come asfalto, cemento, mattoni e tetti che assorbono e rilasciano calore, mentre la minore presenza di alberi e aree verdi riduce il raffrescamento naturale.

L'analisi incrocia inoltre i dati sulle isole di calore con quelli del censimento della popolazione.
Per Roma risultano 1.107.800 residenti che vivono in aree caratterizzate da isole di calore classificate come alte o molto alte. Il dato corrisponde al 40% della popolazione residente.
Tra le persone esposte si contano 39.000 bambini con meno di cinque anni e 125.500 residenti con più di 74 anni.
Il rapporto indica inoltre Roma come il capoluogo con il maggior numero assoluto di residenti esposti a isole di calore intense o molto intense.

A livello nazionale, il rapporto evidenzia un aumento delle giornate estive caratterizzate da forte stress da calore. Secondo l'analisi condotta sull'indice UTCI, la quota di giornate estive con temperatura percepita superiore a 32°C è passata dal 39% nel periodo 1991-2000 al 62% nel periodo 2021-2025.
Gli autori sottolineano che il fenomeno assume particolare rilevanza nei contesti urbani, dove superfici artificiali, scarsa presenza di vegetazione e limitata ventilazione possono contribuire ad aumentare le temperature delle superfici e l'intensità delle isole di calore.
Per quanto riguarda Roma, i dati del 2025 la collocano al primo posto tra i capoluoghi di regione analizzati per temperatura superficiale massima media estiva e indicano che oltre un milione di residenti vive nelle aree maggiormente interessate dal fenomeno delle isole di calore urbane.
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