Roma, 23 maggio 2026
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Caldo nel Lazio, stop al lavoro all’aperto nelle ore più calde. Arriva l’ordinanza

La Regione Lazio introduce il divieto di lavoro all’aperto nelle ore più calde della giornata in caso di rischio elevato per la salute. Ecco chi riguarda l’ordinanza e come funziona

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 2'
Caldo nel Lazio, stop al lavoro all’aperto nelle ore più calde. Arriva l’ordinanza

Con l’arrivo delle alte temperature, la Regione Lazio corre ai ripari per tutelare chi lavora all’aperto durante le giornate più critiche. Il presidente Francesco Rocca ha firmato un’ordinanza che introduce il divieto di svolgere attività lavorative in condizioni di esposizione prolungata al sole nelle fasce orarie considerate più pericolose per la salute.

Il provvedimento entra immediatamente in vigore su tutto il territorio regionale e punta a ridurre i rischi legati alle ondate di calore, sempre più frequenti durante la stagione estiva.

Le fasce orarie in cui è vietato lavorare

L’ordinanza stabilisce che, nei giorni in cui il livello di rischio viene classificato come «alto», non sarà possibile lavorare all’aperto tra le 12:30 e le 16:00.

Il blocco riguarda tutte quelle attività che comportano uno sforzo fisico intenso sotto il sole, soprattutto nei contesti dove l’esposizione diretta alle alte temperature può provocare conseguenze gravi per la salute dei lavoratori.

L’obiettivo è prevenire colpi di calore, disidratazione e malori causati dall’eccessivo aumento delle temperature percepite.

I settori coinvolti dal provvedimento

La misura interessa diversi comparti produttivi particolarmente esposti al caldo estivo. Tra questi rientrano il settore agricolo e florovivaistico, i cantieri edili, le cave e le attività collegate alle lavorazioni esterne.

Coinvolto anche il comparto della logistica urbana, in particolare chi effettua consegne utilizzando biciclette, scooter o altri mezzi a due ruote.

Non rientrano invece nel divieto le attività svolte dalle pubbliche amministrazioni o dai concessionari di servizi pubblici impegnati in interventi urgenti, operazioni di protezione civile o attività necessarie alla sicurezza collettiva.

Come verificare il livello di rischio

Per capire quando scatterà il divieto bisognerà consultare il portale «Worklimate 3.0», piattaforma dedicata al monitoraggio degli effetti delle temperature elevate sulla salute e sulle condizioni lavorative.

Il sistema pubblica mappe e previsioni aggiornate suddivise in diverse fasce orarie, indicando il livello di rischio con una scala cromatica che va dal verde al rosso. Proprio il livello rosso segnala le situazioni considerate ad alto rischio.

Le previsioni vengono aggiornate quotidianamente e consentono alle aziende di organizzare turni e attività in modo più sicuro.

Rocca: «La sicurezza viene prima di tutto»

Il presidente della Regione Lazio ha spiegato che il provvedimento nasce dalla necessità di mettere al centro la tutela dei lavoratori, soprattutto in un periodo in cui le temperature stanno raggiungendo livelli sempre più elevati.

La Regione ha inoltre annunciato l’apertura di un confronto con sindacati, associazioni di categoria e istituzioni per monitorare gli effetti dell’ordinanza e valutare eventuali misure aggiuntive.

L’obiettivo è costruire un sistema di prevenzione efficace che permetta di affrontare le emergenze climatiche senza compromettere la salute di chi lavora ogni giorno all’aperto.

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