
È stato il trionfo di «La grazia», il film diretto da Paolo Sorrentino, regista e sceneggiatore premio Oscar, ai Nastri d’Argento 2026. Nel corso della cerimonia ospitata al Teatro Argentina di Roma, il film ha conquistato otto riconoscimenti su nove candidature, imponendosi come il titolo più premiato dell’edizione numero 80 del prestigioso premio assegnato dal Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani.
Oltre al Nastro per il miglior film, ritirato anche dai produttori, sono arrivati i premi per la migliore regia e la migliore sceneggiatura, entrambe firmate da Sorrentino. Premiati anche gli interpreti Anna Ferzetti, migliore attrice protagonista, Toni Servillo, migliore attore protagonista ex aequo, e Milvia Marigliano, migliore attrice non protagonista.
Il successo del film è stato completato dai riconoscimenti tecnici per la fotografia di Daria D’Antonio e per il sonoro di Emanuele Cecere e Mirko Perri.
Tra gli interpreti maschili, il Nastro d’Argento come miglior attore protagonista è stato assegnato ex aequo a Toni Servillo per «La grazia» e a Valerio Mastandrea, attore e regista tra i più apprezzati del cinema italiano contemporaneo, protagonista di «Cinque secondi» di Paolo Virzì.
Tra i non protagonisti si è imposto Francesco Gheghi, premiato per «40 secondi» di Vincenzo Alfieri. Il film dedicato all’omicidio di Willy Monteiro ha ottenuto complessivamente tre Nastri, aggiungendo i riconoscimenti per il montaggio e per il casting.
Per la categoria dedicata alla commedia, il premio è andato a «La vita va così» di Riccardo Milani, regista che ha conquistato il favore dei giornalisti cinematografici con un racconto capace di intrecciare leggerezza e attenzione ai temi sociali.
Il Nastro dell’anno è stato invece assegnato a «Buen Camino» di Gennaro Nunziante, film che segna il ritorno al successo di Checco Zalone.
Nelle categorie interpretative della commedia sono stati premiati Claudia Pandolfi per «2 cuori e 2 capanne» di Massimiliano Bruno e Giuseppe Battiston per «Lavoreremo da grandi» di Antonio Albanese.
Tra le opere prime si distingue «Primavera» di Damiano Michieletto, regista e autore al suo debutto cinematografico, che porta a casa tre premi.
Il film è stato incoronato come miglior esordio, aggiungendo i riconoscimenti per la colonna sonora firmata da Fabio Massimo Capogrosso e per i costumi realizzati da Mara Rita Barbera e Gaia Calderone. L’opera è stata inoltre premiata dalla Fondazione Roma Lazio Film Commission.
L'attuale edizione dei Nastri d’Argento è stata simbolicamente dedicata alle donne del cinema italiano. Ad aprire la serata è stato il Nastro speciale assegnato a Monica Guerritore, attrice, autrice e regista, per il film «Anna», dedicato ad Anna Magnani, che fu la prima attrice premiata dai Nastri nel 1946.
La presidente del Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani, Laura Delli Colli, ha spiegato le ragioni della scelta celebrativa:
«Abbiamo deciso di siglare questi primi 80 anni così importanti per i Nastri d’Argento, ma anche - precisa - per la storia del cinema italiano, senza i tradizionali Premi alla carriera ma con un omaggio speciale dedicato alle donne del cinema, idealmente a tante generazioni di protagoniste di eccellenza, ma anche a quelle molto spesso nell’ombra e lontane dai riflettori».
E ancora:
«Donne comunque in prima linea ancora impegnate per conquistare pari dignità e per valorizzare l’Italia del cinema nel mondo, ragazze di diverse generazioni e di diversa formazione perché l’8 che sigla questo compleanno - conclude - sia simbolicamente l’augurio infinito per tutte le altre».
Tra i riconoscimenti speciali della serata figurano quelli assegnati a Giancarlo Giannini, protagonista di una lunga carriera tra cinema, teatro e doppiaggio, a Barbara Bouchet e a Mariano Rigillo, storico interprete del teatro italiano.
Per la sceneggiatura, il prestigioso Nastro Siae è stato attribuito a Giulia Calenda. Nella motivazione letta dal presidente della Società italiana autori ed editori, Salvatore Nastasi sottolinea:
«Giulia Calenda, sceneggiatrice tra le più eclettiche nel panorama della scrittura per il cinema, ha svelato e continua a dimostrare una sensibilità speciale nel racconto delle dinamiche familiari».
Infine, il Nastro per la migliore canzone originale è andato a «Le cose non dette», brano del film omonimo di Gabriele Muccino scritto da Marcello Grilli, Mahmood, e Paolo Buonvino, ed eseguito dallo stesso Mahmood.
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