Roma, 15 ottobre 2026
ultime notizie
Attualità

Bombe a Roma Est, la ricostruzione dell'ex dirigente della polizia: «Il segnale è alla rovescia, quel gruppo vuole dimostrare di esserci ancora»

Antonio Del Greco propone una lettura controcorrente dell’escalation: gli ordigni sarebbero messaggi rivolti a chi interpreta gli arresti come un vuoto negli equilibri criminali

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 4'
Antonio Del Greco (Foto agenzia Dire)

Antonio Del Greco (Foto agenzia Dire)

Non una guerra scatenata soltanto dal vuoto lasciato dagli arresti, ma una dimostrazione di forza per riaffermare un potere che non vuole essere considerato finito. È la lettura che Antonio Del Greco, ex dirigente della Polizia di Stato e della Squadra Omicidi di Roma, dà della sequenza di attentati con ordigni che negli ultimi mesi ha attraversato soprattutto il quadrante orientale della Capitale.

Per Del Greco, dietro almeno una parte delle esplosioni potrebbe esserci un messaggio riconducibile all’area criminale storicamente legata a Michele Senese, detto «'O Pazz»: dimostrare che gli arresti del boss e di figure a lui vicine non hanno prodotto uno spazio libero nel quale altri gruppi possano entrare senza conseguenze.

«È una sorta di riaffermazione del potere», sostiene. Una tesi che lo stesso ex investigatore definisce «controcorrente» rispetto all’interpretazione secondo cui la scia di ordigni sarebbe soprattutto l’effetto di una corsa alla successione.

«Un segnale a chi pensa che ci sia un vuoto»

Il ragionamento parte dalla nuova geografia criminale emersa dopo gli arresti che hanno interessato Senese e diversi personaggi considerati dagli investigatori vicini al suo sistema.

Secondo Del Greco, alcuni gruppi potrebbero avere interpretato questa fase come l’occasione per occupare spazi nel mercato della droga e negli altri affari illegali che negli anni erano stati regolati attraverso gli equilibri costruiti nell’orbita del boss.

Ma gli ordigni, nella sua lettura, rappresenterebbero una risposta.

«Il segnale, andando un po’ controcorrente, è alla rovescia», spiega Del Greco. Sarebbe cioè «il gruppo dei Senese che, per riaffermare il proprio potere, ha eseguito questo tipo di intimidazioni nei confronti di coloro i quali, evidentemente, avevano sposato l’altra causa».

Si tratta di una valutazione dell’ex investigatore, mentre le indagini sui singoli attentati sono ancora in corso e non è stata accertata una regia unica dietro l’intera sequenza.

Gli attentati agli autonoleggi e il precedente dei fratelli Costantino

Tra gli episodi sui quali Del Greco concentra l’attenzione c’è l’attentato contro la Costantino Rent Cars di via Casilina, alla Borghesiana, colpita all’inizio di ottobre.

I titolari, i fratelli Emanuele e Alessio Costantino, erano già stati vittime nel 2021 di un tentato duplice omicidio all’Alessandrino.

Per quell’agguato Raul Esteban Calderon è stato condannato a 12 anni e Giuseppe Molisso a 14 anni, quest’ultimo indicato nel processo come mandante. Calderon era stato successivamente accusato anche dell’omicidio di Fabrizio Piscitelli, conosciuto come Diabolik, ma nel maggio 2026 è stato assolto in appello da quell’accusa per non aver commesso il fatto.

Pochi giorni dopo la bomba contro l’attività dei Costantino, un altro ordigno ha colpito la Gold Car di via dei Platani, a Centocelle, danneggiando la concessionaria e diverse automobili.

Due episodi distinti che si inseriscono però nella stessa escalation registrata tra Casilina, Alessandrino, Don Bosco e Centocelle.

La lettura del «trono vacante»

Nelle ultime settimane investigatori, associazioni antimafia ed esperti hanno indicato tra le ipotesi quella di una ridefinizione degli equilibri criminali dopo l’indebolimento del sistema riconducibile ai Senese.

Con l’arresto di figure considerate centrali in quella rete, il rischio è quello di una competizione tra vecchie seconde linee, nuovi gruppi e organizzazioni criminali dotate di crescente forza economica.

Del Greco non esclude che nella sequenza possano esserci mani e moventi differenti, ma rovescia la prospettiva su una parte degli attentati: più che attacchi al vecchio potere, quindi, possibili azioni con cui quel potere cerca di far sapere di essere ancora presente.

«Senese resta un personaggio importante»

Per l’ex dirigente della Omicidi, il peso di Senese non può essere valutato soltanto sulla base della sua detenzione.

«È sicuramente un personaggio importante», afferma Del Greco, ricordando come fosse già considerato una figura di rilievo della criminalità romana durante gli anni della sua attività nella Squadra Mobile.

Nelle ricostruzioni investigative e giudiziarie più recenti, Senese è stato indicato come una figura capace di mantenere influenza sugli equilibri criminali anche dal carcere. La sua posizione è tornata al centro dell’attenzione anche nell’inchiesta sull’omicidio di Fabrizio Piscitelli, per il quale è indagato come presunto mandante.

Proprio l’uccisione di Diabolik nel 2019 rappresenta uno degli snodi utilizzati dagli investigatori per ricostruire la trasformazione degli equilibri della criminalità romana.

Una sequenza sulla quale non c’è ancora una regia accertata

La lettura di Del Greco si inserisce in un quadro nel quale non tutti gli ordigni sono stati ancora collegati tra loro dagli investigatori.

Da maggio si sono registrati almeno una dozzina di episodi nel quadrante orientale della città, con una forte accelerazione tra la fine di agosto e l’inizio di ottobre. Nel mirino sono finite attività commerciali, autonoleggi, locali e palazzi.

Le indagini puntano a stabilire quali attentati siano effettivamente collegati alla contesa per le piazze di spaccio e agli equilibri tra gruppi organizzati, quali abbiano una matrice intimidatoria differente e se esistano più regie.

In questo scenario la tesi di Del Greco aggiunge un’ulteriore possibilità: che almeno una parte delle bombe sia stata utilizzata non per conquistare il territorio lasciato libero dai Senese, ma per comunicare che quel territorio, dal punto di vista criminale, non sarebbe affatto libero.

CONDIVIDI ARTICOLO

La Capitale, il nuovo giornale online di Roma

La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024

DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi

SEDE LEGALE

Via Giuseppe Gioacchino Belli, 86
Roma - 00193

FOLLOW US
ORA EDITORIALE SRL P.IVA 17596711006© Copyright 2025 - Made by Semplice