Roma, 5 marzo 2026
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Assemblea capitolina, via libera al Piano dei Servizi per verde e spazi pubblici

L’assemblea capitolina approva il nuovo strumento urbanistico per mappare e pianificare la distribuzione dei servizi nella città. Veloccia: «Uno strumento importantissimo per la pianificazione della città»

di Redazione La CapitaleULTIMO AGGIORNAMENTO 2 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'
Assemblea capitolina, via libera al Piano dei Servizi per verde e spazi pubblici

Via libera in Campidoglio al nuovo Programma di acquisizione, utilizzazione e gestione delle aree destinate a verde e servizi pubblici, noto come Piano dei Servizi. L’assemblea capitolina ha approvato il provvedimento che introduce uno strumento urbanistico e programmatorio pensato per mappare, analizzare e pianificare la distribuzione dei servizi pubblici e di interesse collettivo su tutto il territorio di Roma. Il programma, pur essendo previsto dal Piano Regolatore Generale di Roma, non era mai stato attuato fino ad oggi. Si tratta di uno strumento dinamico che consentirà di analizzare nel dettaglio la situazione delle aree e dei servizi presenti in città, valutandone non solo la quantità ma anche la reale fruibilità da parte dei cittadini.

Dalla quantità alla qualità dei servizi

L’obiettivo del Piano è superare la logica tradizionale degli standard urbanistici basati esclusivamente sui metri quadrati disponibili e passare invece a una valutazione della qualità e dell’accessibilità effettiva dei servizi. Per la prima volta viene realizzata una mappatura sistematica dei servizi presenti sul territorio: scuole, impianti sportivi, presidi sanitari, spazi culturali e aree verdi. Il lavoro permette di individuare anche le zone della città più carenti di servizi o di spazi pubblici, dove sarà necessario programmare nuovi interventi e investimenti. Il Piano è integrato con il Piano Regolatore Generale di Roma e punta anche a ridurre le disuguaglianze tra centro e periferie, garantendo a ogni quartiere una dotazione minima di servizi essenziali, in linea con il modello della «città dei 15 minuti».

Le priorità di intervento

Il programma individua sei priorità d’azione per orientare le politiche urbane: rafforzamento delle relazioni ecologiche, maggiore presenza della natura nella città densa, valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, creazione di reti di servizi di quartiere, integrazione tra alloggi sociali e servizi di prossimità e riuso del patrimonio pubblico. Per tradurre questi obiettivi in interventi concreti, il territorio cittadino è stato suddiviso in celle di un chilometro quadrato. All’interno di ciascuna area il Piano indica le azioni più urgenti, come il completamento dei servizi mancanti, la connessione degli spazi verdi, il recupero del patrimonio pubblico, il contrasto alle isole di calore e l’aumento della permeabilità del suolo.

Veloccia: «Uno strumento fondamentale»

«Con l’introduzione del Piano dei Servizi diamo seguito alle previsioni del PRG e acceleriamo la realizzazione di vecchie previsioni rimaste sulla carta. Il Piano è uno strumento importantissimo per la pianificazione della città perché offre a ogni territorio un quadro aggiornato che indica dove sono posizionate le aree, se sono pubbliche o private, se sono fruibili, e quali servizi sono effettivamente presenti consentendo di orientare le scelte operative per la loro acquisizione e gestione. Dalla mappatura effettuata attraverso l’analisi circa 16mila poligoni e oltre 6mila punti di servizi, organizzati in 31 categorie di interesse pubblico, siamo riusciti a costruire un Atlante delle dotazioni e dei servizi, articolato per Municipio e zona urbanistica e corredato da un database georeferenziato. Da questa verifica è emerso che le aree destinate a verde e servizi attualmente rispondono alla normativa nazionale sugli standard urbanistici che garantisce ad ogni abitante almeno 18 metri quadrati riservati a parchi e giardini, impianti sportivi, scuole, attrezzature culturali, parcheggi. Considerato però che il nostro Piano regolatore ha elevato questa dotazione a 30 metri quadrati per abitante, è evidente come sia necessario intervenire per rispettare questa indicazione. Il Piano dei servizi fornisce, quindi, informazioni indispensabili per decidere le destinazioni future delle aree da acquisire e per decidere se la gestione debba essere pubblica o privata», spiega l’assessore capitolino all’Urbanistica, Maurizio Veloccia.


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