
Da serra dismessa a spazio per i giovani. La vecchia serra di via Pietro De Coubertin, rimasta per anni inutilizzata di fronte all’auditorium Parco della Musica, torna a vivere trasformandosi in una nuova aula studio pubblica. La struttura è stata inaugurata nella mattinata di lunedì 12 gennaio dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri ed è stata intitolata a Mattia Nicholas Liguori, lo studente di 17 anni morto il 2 ottobre 2025 a corso Francia, travolto da un’auto mentre rientrava a casa in bicicletta.
L’aula è dedicata alla memoria di un ragazzo molto amato dalla sua comunità scolastica, il liceo Lucrezio Caro, e rappresenta un segno concreto di ricordo e impegno civile. Al taglio del nastro erano presenti la madre del giovane, Martina Liguori, la dirigente scolastica Anna Proietti, i compagni di scuola, gli assessori capitolini Massimiliano Smeriglio (Cultura) ed Eugenio Patanè (Mobilità), la presidente della Fondazione Musica per Roma Claudia Mazzola, l’amministratore delegato Raffaele Ranucci e il presidente-sovrintendente dell’Accademia di Santa Cecilia Massimo Biscardi.
La nuova aula studio, situata di fronte all’ingresso della cavea dell’Auditorium, è dotata di 32 postazioni, si presenta come un ambiente riscaldato, luminoso e con connessione wi-fi libera. È aperta tutti i giorni, compresi sabato e domenica, ed è pensata come uno spazio di studio, incontro e condivisione per studenti e giovani all’interno di uno dei principali poli culturali della città. Durante l'inverno l'aula resterà aperta dalle 11 alle 18 (la domenica e i festivi dalle 10 alle 18), in estate l'orario sarà prolungato dalle 11 alle 20 (la domenica e i festivi dalle 10 alle 20).
«Un nuovo spazio dove studiare – ha sottolineato il sindaco Gualtieri – aperto anche il sabato e la domenica. È stata una scelta importante dedicarlo a Mattia Liguori, un ragazzo straordinario, vittima della strada, ucciso da un automobilista. Una persona davvero eccezionale che vogliamo ricordare. È stato commovente farlo con i suoi genitori e con i suoi compagni e penso che il nome di Mattia ispirerà i ragazzi che verranno qui a studiare».
Il sindaco ha poi voluto lanciare un messaggio chiaro sulla sicurezza stradale: «Da una parte vogliamo una città che offra sempre più spazi per lo studio, la cultura e la socializzazione dei ragazzi, dall’altra vogliamo fermare questa continua strage sulle strade. Noi dobbiamo fare ancora più controlli, ma anche i romani devono imparare a correre di meno: la velocità è quasi sempre la causa di questi fatti, che non dovrebbero neppure essere chiamati incidenti».
Soddisfatto anche l’assessore Smeriglio, che ha sottolineato il valore collettivo dell’iniziativa: «È un momento importante, anche di comunità. Abbiamo coinvolto la scuola, i professori, la dirigente, le compagne e i compagni di Mattia e i suoi genitori. L’idea è rendere questa aula un luogo estremamente vivo». Smeriglio ha ricordato il ragazzo come «brillantissimo e impegnato», spiegando che stava tornando in bicicletta da una manifestazione di solidarietà quando è avvenuto l’incidente, e ha ribadito l’impegno dell’amministrazione ad ampliare la rete degli spazi di studio in città.
Il Comune di Roma sta portando avanti un piano diffuso di apertura di aule studio e presidi culturali: «Le prossime – ha annunciato Smeriglio – saranno a Torpignattara e a Vigna Clara. Tra biblioteche, poli civici e aule studio, in cinque anni avremo sostanzialmente raddoppiato i presidi culturali territoriali di Roma Capitale».
Visibilmente emozionata, Liguori ha sottolineato il valore simbolico dell’iniziativa: «Per me è fondamentale vedere il nome di mio figlio in un luogo così importante. E vedere aprire spazi dedicati ai giovani è un segnale di crescita della città».
La nuova aula studio sorge nell’area in cui, in primavera, prenderanno il via i lavori per la realizzazione di una grande piazza pedonale davanti all’Auditorium. «Chiamiamo questo progetto – ha spiegato Raffaele Ranucci – il sagrato. I lavori dovrebbero partire tra aprile e maggio, dopo la chiusura della gara a marzo, e dureranno meno di un anno. Entro la fine del 2026 il sagrato sarà completato».
Tempi analoghi sono previsti anche per gli interventi di recupero delle cupole dell’auditorium, destinati a restituire piena funzionalità e valore architettonico al complesso.
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