
Una mail arrivata alle 10:13, più di mille bambini da mettere in sicurezza e un'intera comunità scolastica evacuata nel parco di Villa Lais. È stato l'inizio della mattinata di oggi dopo che un allarme bomba ha coinvolto l'istituto comprensivo Giovanni Cagliero e la scuola primaria Gianni Rodari.
A raccontare a La Capitale quanto accaduto è la dirigente scolastica Anna Fucile, che ha coordinato le operazioni di evacuazione dopo aver ricevuto sulla casella istituzionale della scuola una mail contenente minacce di esplosioni.
L'allerta si è conclusa nel pomeriggio, dopo le verifiche delle forze dell'ordine. Le operazioni sono terminate intorno alle 15:30 e domani le lezioni riprenderanno regolarmente, come confermato dalla preside.
«Stamani alle 10:13 sulla posta istituzionale della scuola Cagliero, in largo Volumnia, è arrivato un messaggio di posta elettronica contenente una minaccia alla sicurezza pubblica», spiega Fucile.
Secondo quanto riferito dalla dirigente il messaggio presentava le caratteristiche di un falso allarme diffuso su larga scala. Nella comunicazione il mittente si spacciava per il Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica, sostenendo di aver collocato un sacchetto contenente esplosivo da azionare a distanza e minacciando ulteriori violenze.
La stessa mail risultava indirizzata a 271 istituti italiani, di cui otto a Roma.Nonostante il sospetto che si trattasse di una falsa minaccia, Fucile ha deciso di attivare immediatamente le procedure di sicurezza.
«Ho ritenuto opportuno attivare un piano di emergenza interno al fine di garantire la totale incolumità di tutti gli studenti, di tutti i bambini e anche del personale scolastico», racconta.
La dirigente ha contattato la polizia postale, gli artificieri, il commissariato di via Botero e la polizia locale, chiedendo assistenza anche per lo spostamento degli alunni.
La gestione dell'emergenza è stata particolarmente complessa per il numero di persone coinvolte. Gli edifici scolastici, infatti, ospitano anche altre realtà educative, tra cui il CPIA 4 e scuole dell'infanzia comunali.
«Parliamo di circa 2mila bambini e ragazzi», spiega la preside.
Per accogliere alunni, insegnanti e personale è stata individuata Villa Lais, già legata alla scuola da una convenzione per attività e progetti educativi.
«L'unico posto che in quel momento mi è sovvenuto che potesse accogliere tutti i bambini con i docenti e il personale scolastico era Villa Lais», racconta Fucile, che ha contattato la responsabile della struttura per organizzare l'arrivo delle scolaresche.
Solo una volta completato il trasferimento in sicurezza è partita la comunicazione alle famiglie, invitate a raggiungere il parco per riprendere i figli.
A rendere più difficile la situazione sono state anche le condizioni meteorologiche.
«I bambini avevano affrontato questa evacuazione, alcuni anche senza avere un giubbino, un maglioncino», spiega la dirigente. Per questo è stato ritenuto importante consentire ai genitori di recuperarli il prima possibile.
Nel messaggio inviato alle famiglie, la scuola aveva chiesto di raggiungere Villa Lais «con la massima tempestività», raccomandando prudenza alla guida per il maltempo e rassicurando sulla sicurezza degli alunni, rimasti sotto la supervisione delle insegnanti.
Mentre i bambini si trovavano al sicuro, artificieri e unità cinofile hanno effettuato le verifiche alla ricerca di eventuali esplosivi.
Le operazioni, riferisce Fucile, si sono concluse intorno alle 15:30 in tutte le sedi dell'istituto comprensivo Cagliero, senza che venissero segnalati ordigni. «Domani fortunatamente riprenderemo le lezioni regolarmente», conferma la dirigente.
Superata l'emergenza, resta la preoccupazione per la facilità con cui una minaccia inviata via email può interrompere le attività di numerose scuole contemporaneamente.
«È stato davvero un momento brutto, perché non è possibile che accadano queste cose», osserva Fucile.
La dirigente richiama l'attenzione anche sulla difficoltà di individuare gli autori di messaggi di questo tipo, che possono utilizzare strumenti per nascondere la propria identità digitale, come le reti VPN.
Secondo la preside, episodi simili impongono una riflessione sulla sicurezza informatica e sulla capacità di prevenire minacce diffuse attraverso la rete.
«Penso che tutto ciò che riguarda la rete ci stia sfuggendo di mano e quindi, nel ruolo che rivesto, sono veramente preoccupata di quello che andremo ad affrontare andando avanti».
Resta ora da chiarire chi abbia inviato le mail e se le minacce siano riconducibili a un'unica persona o a più soggetti. La firma utilizzata nel messaggio non prova alcun coinvolgimento delle Guardie della rivoluzione islamica.
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