Roma, 21 luglio 2026
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Pigneto, aggredita una donna trans attivista di Libellula: appello ai testimoni

La denuncia dell’associazione: colpita con una gomitata e fatta cadere a terra. Azione: «Gesto vile e inaccettabile»

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 4'
Fermata Metro C Pigneto (Google Maps)

Fermata Metro C Pigneto (Google Maps)

Un’attivista dell’associazione Libellula sarebbe stata aggredita la sera del 14 luglio sulla pedonale del Pigneto, a Roma. A denunciare l’episodio è la stessa organizzazione, impegnata nella tutela dei diritti delle persone Lgbtq+, che attraverso i propri canali social ha rivolto un appello a eventuali testimoni.

Secondo quanto riferito dall’associazione, l’attivista si trovava insieme ad alcune amiche quando un uomo, passandole accanto, le avrebbe sferrato una gomitata, facendola cadere a terra. Le persone che erano con lei sono intervenute immediatamente per soccorrerla.

L’uomo, dopo essersi allontanato di qualche metro, si sarebbe poi voltato verso la giovane con uno sguardo minaccioso. Libellula sottolinea inoltre che i passanti e le persone sedute ai tavoli dei locali non sarebbero intervenuti.

«Non è normale. Non è sicurezza. Non è neutralità», scrive l’associazione, ricordando che poche settimane prima, sempre sulla pedonale del Pigneto, sarebbe stata aggredita anche una donna cisgender.

L’appello dell’associazione Libellula

L’associazione sta raccogliendo informazioni in vista della presentazione di una denuncia contro ignoti e per consegnare alle autorità ogni elemento utile all’identificazione del responsabile.

In base alla descrizione diffusa sui social, l’uomo sarebbe alto, muscoloso, bianco e senza capelli. Al momento dell’aggressione avrebbe indossato una maglia da rugby a righe bianche e verdi, con il numero 5 sulla schiena.

Libellula invita chiunque fosse presente al Pigneto la sera del 14 luglio, o disponga di informazioni utili, a contattare privatamente l’associazione. Allo stesso tempo, chiede di non pubblicare online nomi, fotografie o accuse, affinché le testimonianze possano essere raccolte e trasmesse direttamente alle autorità competenti.

«Anche un dettaglio apparentemente marginale può essere importante. La solidarietà non si dichiara. Si pratica», conclude la nota.

De Gregorio e De Santis: «Piena luce sui fatti»

Solidarietà alla giovane è stata espressa anche dai consiglieri capitolini di Azione Flavia De Gregorio e Antonio De Santis, che hanno definito l’aggressione «un gesto vile e inaccettabile».

«Nessuna forma di violenza, discriminazione o odio può trovare spazio nelle nostre città e nella nostra società», dichiarano i due consiglieri, chiedendo che venga fatta piena luce sull’accaduto.

Secondo De Gregorio e De Santis, negli ultimi mesi nel quartiere si sarebbero verificati diversi episodi di violenza ai danni di persone Lgbtq+ e di altri cittadini. Per questo, sostengono, è necessario «un impegno concreto delle istituzioni per garantire sicurezza, inclusione e tutela dei diritti di tutti».

«Di fronte all’intolleranza e alla sopraffazione non possono esserci indifferenza né silenzio», concludono.

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