Roma, 2 settembre 2026
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Caso Ranucci, Lavitola aggredito in carcere a Rebibbia

Medicato, non avrebbe riportato conseguenze gravi. Nello stesso penitenziario si trovano i tre presunti esecutori materiali dell'attentato dello scorso ottobre

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Caso Ranucci, Lavitola aggredito in carcere a Rebibbia

Valter Lavitola, arrestato lo scorso 10 agosto con l'accusa di essere il mandante dell'attentato ai danni del conduttore di Report Sigfrido Ranucci, sarebbe stato vittima di un'aggressione nel carcere romano di Rebibbia, dove è detenuto.

L'episodio risalirebbe al pomeriggio di ieri. A darne notizia è stato Il Messaggero, che cita fonti della polizia penitenziaria. Lavitola sarebbe stato immediatamente soccorso e medicato, senza riportare conseguenze gravi. L'episodio è ora al vaglio di un'indagine interna.

I tre presunti esecutori materiali

Lavitola si trova detenuto nello stesso istituto penitenziario in cui sono ristretti i tre uomini accusati di aver materialmente compiuto l'attentato, avvenuto il 15 ottobre 2025 davanti all'abitazione di Ranucci: Pellegrino D'Avino, Antonio Passariello e Saverio Mutone, arrestati il 30 giugno scorso e legati, secondo gli inquirenti, ad ambienti della microcriminalità avellinese.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, i tre sarebbero stati ingaggiati da Clesio Gomez Tavares, indicato come braccio destro dell'ex editore, e avrebbero materialmente piazzato l'ordigno. Le intercettazioni raccolte in cella dopo la perquisizione a carico di Lavitola avrebbero fatto emergere, sempre secondo quanto riporta Il Messaggero, propositi di vendetta nei confronti del faccendiere.

Sul fronte giudiziario, il 31 agosto il gip di Roma ha respinto la richiesta di arresti domiciliari avanzata da D'Avino e Passariello. Nel provvedimento il giudice avrebbe rilevato «reticenza» e «non credibilità» in alcuni passaggi dell'interrogatorio sostenuto dai due giovedì scorso, che restano dunque in carcere.

Sul piano investigativo, restano da chiarire, a meno di un'eventuale collaborazione dello stesso Lavitola, alcuni vuoti temporali di diverse settimane individuati negli scambi di messaggi tra l'imprenditore e Ranucci nel corso degli anni.

Le polemiche sul futuro di Report

Sullo sfondo della vicenda giudiziaria prosegue intanto lo scontro interno alla Rai sul futuro di Report. Dopo i primi colloqui tra il direttore dell'Approfondimento Paolo Corsini e i due storici inviati della squadra, Bernardo Iovene e Giulio Valesini, non si sarebbero registrati passi avanti.

I due giornalisti avrebbero ribadito la ferma contrarietà della redazione alla nomina dei nuovi conduttori Daniele Piervincenzi e Giulia Presutti. In assenza di un ripensamento da parte dell'azienda, i giornalisti interni sarebbero pronti a scioperare e i collaboratori esterni a lasciare in blocco il programma.

Nel frattempo Ranucci è tornato a criticare le scelte della Rai, replicando alle parole di Piervincenzi che, in un'intervista a Il Domani, si era detto dispiaciuto per essere stato definito, insieme alla nomina, una scelta «mediocre».

L'ex conduttore ha precisato di riferirsi non alla professionalità dei due giornalisti, ma alla decisione aziendale di affidare loro «il programma di inchiesta più importante della storia della televisione italiana», contestando che la nomina fosse stata giustificata con un concorso pensato per coprire carenze di organico nei tg regionali e non per dirigere un programma di inchieste.

Ranucci ha inoltre accusato Giulia Presutti di «opportunismo e furbizia», sostenendo che la conduttrice fosse già a conoscenza della propria nomina quando ne avrebbe negato la notizia ai colleghi.

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