
Una notte di violenza e altri episodi di tensione nel corso della giornata all’ospedale Sandro Pertini di Roma, dove il Sindacato autonomo vigilanza (SAV) denuncia una nuova serie di aggressioni e chiede un intervento delle istituzioni regionali sulla sicurezza nei presidi sanitari.
Secondo la ricostruzione fornita dal sindacato, intorno all’1.30 di domenica un uomo sarebbe stato allontanato dal pronto soccorso dopo aver manifestato comportamenti aggressivi nei confronti del personale sanitario.
Circa due ore più tardi, alle 3.30, lo stesso uomo sarebbe tornato all’ospedale e avrebbe preso di mira la postazione di controllo della vigilanza all’ingresso principale, danneggiandone la struttura. Quindi sarebbe intervenuta una guardia giurata per impedirgli di raggiungere nuovamente il pronto soccorso. Sul posto sarebbero infine arrivati gli agenti di polizia.
Le tensioni, secondo quanto riferito dal sindacato, sarebbero proseguite anche nel pomeriggio, quando si sarebbero verificati altri tre episodi.
Nel caso indicato dal SAV come il più grave, un uomo avrebbe impugnato un coltello minacciando gesti autolesionistici nel tentativo di ottenere un accesso più rapido alle cure. Il sindacato riferisce che l’uomo sarebbe stato successivamente arrestato dagli agenti intervenuti.
Quello denunciato dal SAV non sarebbe un episodio isolato per il pronto soccorso del Pertini.
A luglio, una donna era stata fermata nei pressi del pronto soccorso mentre brandiva alcune bottiglie rotte. In quell’occasione il SAV aveva segnalato che si trattava del terzo episodio violento nell’arco di circa un mese, periodo durante il quale erano rimaste ferite anche due guardie giurate.
Tra i precedenti anche una rissa tra gruppi scoppiata nell’area del triage e arrivata fino agli spazi interni della struttura, compresa la Sala Rossa. Già in quella occasione i sindacati avevano sollevato il tema della sicurezza di lavoratori e pazienti.
In un altro episodio, un’infermiera e un’operatrice socio-sanitaria erano state aggredite dopo il mancato ricovero di una paziente, poi arrestata dai carabinieri.
Alla luce dei nuovi episodi, il Sindacato autonomo vigilanza torna a chiedere l’apertura di un tavolo tecnico con la Regione Lazio, già sollecitato nei mesi scorsi dopo altri episodi di violenza al Pertini.
Tra le richieste avanzate dal sindacato ci sono il rafforzamento degli organici della vigilanza, con almeno due guardie presenti nelle aree e nelle fasce orarie più esposte, oltre a body-cam, dispositivi di protezione, formazione specifica e procedure più rapide di coordinamento con le forze dell’ordine.
Per il sindacato, il livello di vigilanza dovrebbe essere calibrato sul rischio effettivo dei singoli ospedali e non soltanto su criteri economici: «Chiediamo più tutela per i lavoratori della vigilanza privata», afferma Marco Porfidia, vice segretario nazionale del SAV, che nel comunicato segnala un aumento delle situazioni di violenza negli ospedali romani.
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