Roma, 8 gennaio 2026
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Acca Larentia, attese alla commemorazione di oggi pomeriggio circa mille persone

La storia che si commemora resta quella del 7 gennaio 1978, quando Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, entrambi diciottenni, furono uccisi davanti alla sede del Msi in via Acca Larentia

di Redazione La CapitaleULTIMO AGGIORNAMENTO 1 giorni fa - TEMPO DI LETTURA 2'

Un appuntamento che da 48 anni si ripete sempre uguale a se stesso, con la stessa liturgia, gli stessi slogan, gli stessi simboli. L’orario è fissato, dalle 16 alle 18 nel cortile di via Evandro, all’Appio-Latino. Il luogo è quello di sempre.

Un migliaio di partecipanti e piano sicurezza rafforzato

Secondo il preavviso presentato in Questura, alla commemorazione sono attese almeno mille persone. Non solo romani. Una parte dei partecipanti potrebbe arrivare da fuori città e anche dall’estero.

La cerimonia del «Presente», ripetuta tre volte e accompagnata dal saluto romano, sarà preceduta da altre iniziative già dalla mattinata. La Questura ha predisposto un piano di sicurezza con decine di agenti e carabinieri schierati per blindare la zona. Resta alta l’attenzione per eventuali iniziative non organizzate di movimenti antagonisti, anche se al momento non risultano preavvisi ufficiali.

Non solo memoria, il nodo giudiziario

Acca Larentia non è più soltanto una questione nostalgica o simbolica. Da mesi è infatti diventata anche una vicenda giudiziaria. Da quando nel dicembre scorso è iniziato il processo a carico di 31 militanti di CasaPound per i saluti romani effettuati durante la commemorazione del 7 gennaio 2024. Le immagini riprese dalle forze dell’ordine hanno permesso l’identificazione dei partecipanti, portando la procura di Roma a contestare la violazione delle leggi Scelba e Mancino.

L’indagine è coordinata dal procuratore capo Francesco Lo Voi e rappresenta uno spartiacque per una manifestazione che, per anni, è sembrata scorrere senza reali conseguenze.

Manifesti e scritte: la città tappezzata

Le accuse, però, non sembrano aver rallentato la mobilitazione dell’area neofascista. Nelle ultime ore la città è stata tappezzata di scritte e manifesti. Dall’Appio Latino alle pensiline Atac, dai muri dell’istituto Charles Darwin in via Tuscolana fino alla zona tra via Evandro e via Amulio, storicamente legata anche alla curva Nord della Lazio.

Manifesti e striscioni con slogan come «Ogni anno sentirete presente» e «Per tutti i camerati caduti», spesso accompagnati da croci celtiche, sono comparsi anche lontano dal perimetro tradizionale della commemorazione, fino alle mura esterne della Casa della Partecipazione di Maccarese.

CasaPound sotto pressione tra sgomberi e simboli

Tra le altre cose, la mobilitazione arriva in un momento delicato per CasaPound, con la concreta possibilità dello sgombero della sede occupata di via Napoleone III. Una tensione che si riflette anche nella battaglia sui simboli Dalla ricomparsa, lo scorso agosto, della grande croce celtica disegnata nel cortile di proprietà Inps di fronte all’ex sede missina, fino al caso della targa commemorativa rimossa dal Comune, ricollocata nottetempo e poi nuovamente tolta dopo le segnalazioni del Pd romano.

Il 7 gennaio 1978 e una ferita mai chiusa

La storia che si commemora resta quella del 7 gennaio 1978, quando Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, entrambi diciottenni, furono uccisi davanti alla sede del Msi in via Acca Larentia durante un raid armato rivendicato da un gruppo dell’estrema sinistra. Stefano Recchioni, 19 anni, morì nei successivi scontri con le forze dell’ordine. Mandanti ed esecutori non sono mai stati identificati.

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