Roma, 9 gennaio 2026
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A Testaccio nasce il primo Centro pubblico della Fotografia di Roma

Il nuovo polo culturale aprirà il 29 gennaio nell’ex Mattatoio, cuore della futura «Città delle Arti»

di Camilla PalladinoULTIMO AGGIORNAMENTO 23 ore fa - TEMPO DI LETTURA 4'

È stato presentato in Campidoglio il primo Centro pubblico interamente dedicato alla Fotografia a Roma, uno dei progetti simbolo del vasto intervento di rigenerazione urbana dell’ex Mattatoio di Testaccio, destinato a diventare la nuova «Città delle Arti» della Capitale.

Il nuovo spazio culturale sarà inaugurato il 29 gennaio, in coincidenza con il 70esimo anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi, e aprirà al pubblico il giorno successivo. Alla presentazione hanno partecipato il sindaco Roberto Gualtieri, l’amministratore delegato della Fondazione Mattatoio Umberto Marroni e l’assessore capitolino alla Cultura Massimiliano Smeriglio.

Un nuovo punto di riferimento per la fotografia

Il Centro nasce con l’ambizione di diventare un polo di riferimento per la cultura fotografica contemporanea, italiana e internazionale. È ospitato nel padiglione 9D dell’ex macello di Testaccio e rappresenta un investimento diretto di Roma Capitale e della Sovrintendenza Capitolina, che hanno gestito l’appalto per un valore di circa 5 milioni di euro di fondi comunali.

Spazi espositivi e servizi su due livelli

La struttura si estende su circa 1.500 metri quadrati, distribuiti su due piani pensati per ospitare più iniziative in contemporanea. Al piano terra, oltre mille metri quadri sono dedicati a spazi espositivi modulabili, uffici, biglietteria e a una biblioteca specializzata con 3mila volumi. Il primo piano, di 450 metri quadri complessivi, accoglie invece una grande sala polivalente di quasi 200 metri quadri e un ballatoio espositivo dal forte impatto scenografico.

Dialogo tra architettura industriale e contemporaneità

L’intervento ha valorizzato l’edificio originario di fine Ottocento, mantenendo la linearità delle architetture industriali e integrando in modo armonico strutture in ghisa, guidovie e tetto a capriate con elementi contemporanei. Gli impianti di illuminazione e climatizzazione di ultima generazione consentono una gestione flessibile degli spazi, adattabile a diverse esigenze espositive.

Il logo del Centro

In occasione della presentazione è stato svelato anche il logo del Centro, un monogramma che unisce cornice e contenuto in una chiave contemporanea, sintetizzando i concetti di inquadratura, prospettiva, dualità e modularità, elementi fondanti del linguaggio fotografico.

Le mostre inaugurali

Il debutto espositivo sarà affidato a due grandi nomi della fotografia. Dal 30 gennaio al 29 giugno 2026 sarà visitabile la mostra
«Irving Penn. PHOTOGRAPHS 1939–2007 – Capolavori dalla collezione della Maison Européenne de la Photographie, Parigi», dedicata al celebre fotografo statunitense scomparso nel 2009. L’esposizione è curata da Alessandra Mauro, Pascal Höel e Frédérique Dolivet ed è realizzata anche con il contributo del main sponsor Urban Vision e in collaborazione con Civita Mostre Spa.

In parallelo sarà allestita la mostra «Silvia Camporesi. C’è un tempo e un luogo», curata da Federica Muzzarelli, dedicata alla fotografa e artista italiana.

Ricerca e sperimentazione nello spazio «Campo visivo»

Negli stessi mesi, lo spazio «Campo visivo», dedicato ai linguaggi contemporanei e alla sperimentazione, ospiterà l’allestimento «Corpi reali e corpi immaginari», a cura di Daria Scolamacchia. Il progetto propone una riflessione su corpo e gesto, intrecciando materiali d’archivio, immagini documentarie e proiezioni ludiche.

L’ex Mattatoio verso la «Città delle Arti»

Il Mattatoio di Testaccio, complesso di circa 105 mila metri quadrati costruito nel 1881 e dismesso nel 1975, è al centro di una profonda trasformazione che lo porterà a diventare uno dei più grandi poli culturali europei, gestito in modo integrato dalla Fondazione Mattatoio di Roma, costituita nel novembre scorso.

Investimenti, cantieri e nuovi spazi

Grazie alla collaborazione con Università Roma Tre e Fondazione Roma, e a un investimento complessivo di oltre 90 milioni di euro tra fondi Pnrr e comunali, i lavori si concluderanno tra il 2026 e il 2027. Attualmente sono attivi 15 grandi cantieri e alcuni spazi sono già operativi, tra sedi universitarie e aree espositive.

Gli interventi riguardano il restauro della facciata con l’iconica tauromachia, la riqualificazione dei padiglioni e la realizzazione di nuove funzioni culturali, tra cui il Centro della Fotografia presentato giovedì 8 gennaio.

Le prossime tappe del progetto

Nel 2027 è prevista la conclusione dei lavori nel Padiglione ex frigoriferi, che ospiterà la Biblioteca centrale della Facoltà di Architettura di Roma Tre e una caffetteria. A marzo 2025 è stato avviato anche il cantiere della Palazzina 27, nell’ex Magazzino del Bestiame, destinata a una biblioteca multimediale con centro studi. Sono inoltre in corso interventi sugli spazi pubblici attorno al Mattatoio, con un nuovo parcheggio, il recupero delle facciate e del perimetro esterno, oltre alla realizzazione di un grande padiglione per eventi, pronto a giugno 2026.

Una nuova ciclabile per collegare il quartiere

Grazie al contributo della Fondazione Roma, è stato infine avviato il cantiere per una nuova pista ciclabile di 550 metri, che collegherà direttamente la ciclovia del Tevere all’ex Mattatoio, rafforzando l’accessibilità e l’integrazione urbana dell’area.

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