
Grande partecipazione a Roma per il corteo del 25 aprile, partito in mattinata da Porta San Paolo e promosso dall’ANPI insieme alla CGIL. Migliaia di persone hanno sfilato tra bandiere, striscioni e cori, attraversando le strade della Capitale per celebrare la Festa della Liberazione.
Il corteo si è diretto verso il Parco Schuster, punto di arrivo della manifestazione, dove sono in programma eventi e interventi pubblici. Lungo il percorso si sono uniti anche altri gruppi di manifestanti, contribuendo a ingrossare ulteriormente le fila del corteo.
Tra i partecipanti si sono viste numerose bandiere, tra cui quelle della Palestina e di altri movimenti internazionali. Non sono mancati cori contro il governo e contro Israele, con slogan legati ai temi della guerra e dei diritti dei popoli.
Una parte dei manifestanti, partita dalla zona della FAO, ha fatto tappa davanti all’ambasciata di Cuba prima di confluire nel corteo principale, portando con sé striscioni e simboli legati a cause internazionali.
La mattinata è stata segnata anche da alcuni episodi di tensione nella zona della Piramide Cestia. Secondo quanto emerso, un gruppo di manifestanti avrebbe aggredito alcuni attivisti dei Radicali e di +Europa, colpendoli anche con spray urticante.
L’intervento delle forze dell’ordine ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente, riportando la calma nel giro di poco tempo. Nel corso degli scontri sarebbero stati coinvolti anche alcuni agenti in borghese.
Parallelamente, un altro grande corteo ha animato il quartiere di Centocelle, con una partecipazione molto alta, stimata in decine di migliaia di persone. Qui la manifestazione si è sviluppata tra le vie del quartiere, con momenti simbolici e iniziative politiche.
In piazza delle Camelie è stato anche inaugurato un monumento dedicato alla causa palestinese, mentre tra i manifestanti è stata srotolata una lunga bandiera, segno di una forte presenza di temi internazionali all’interno delle celebrazioni.
La Festa della Liberazione a Roma si conferma così un momento di grande partecipazione popolare, ma anche un’occasione in cui emergono tensioni e posizioni diverse. Accanto alla memoria storica della Resistenza, la piazza si è trasformata ancora una volta in uno spazio di confronto su temi politici e internazionali.
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