
La Procura ha concluso l’inchiesta sul tragico incidente. A quasi otto mesi dal drammatico schianto avvenuto lungo via Cristoforo Colombo, la Procura di Roma ha chiuso le indagini sulla morte di Beatrice Bellucci, la giovane di 20 anni deceduta in seguito all’incidente avvenuto nella notte del 24 ottobre 2025.
I magistrati titolari del fascicolo hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari ai due conducenti coinvolti nel sinistro. Si tratta di un passaggio che precede l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio e che consente alle difese di prendere visione degli atti raccolti durante l’inchiesta.
L’ipotesi di reato contestata è quella di omicidio stradale
Tra le persone finite sotto indagine figura anche la giovane che quella sera era al volante della Mini Cooper sulla quale viaggiava Beatrice Bellucci. Le due ragazze erano amiche e stavano percorrendo la Cristoforo Colombo quando si verificò il violento impatto.
La conducente della Mini rimase gravemente ferita e venne trasportata d’urgenza all’ospedale San Camillo, dove fu ricoverata per le lesioni riportate nell’incidente.
Indagato anche il conducente della seconda vettura coinvolta, una Bmw Serie 1 che viaggiava nella stessa direzione di marcia.
La contestazione della Procura riguarda le condotte di entrambi gli automobilisti, la cui posizione sarà ora valutata nelle successive fasi del procedimento.
Per chiarire la dinamica dell’incidente sono stati eseguiti approfonditi accertamenti tecnici, supportati dall’analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e da una consulenza cinematica disposta dagli inquirenti.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, le due automobili stavano percorrendo via Cristoforo Colombo in direzione del centro cittadino a una velocità superiore rispetto al limite consentito nel tratto interessato.
La ricostruzione effettuata dagli investigatori colloca il momento decisivo in corrispondenza di una curva, dove sarebbe avvenuto il contatto tra i due veicoli. L’urto avrebbe provocato la perdita di controllo delle vetture e il successivo schianto.
Nel corso delle indagini è stata esclusa l’ipotesi che i due conducenti stessero partecipando a una gara automobilistica clandestina.
Le conseguenze dell’incidente furono devastanti. Per Beatrice Bellucci, che si trovava sul sedile del passeggero della Mini, i soccorsi si rivelarono inutili. La giovane morì sul luogo dello schianto a causa delle gravissime ferite riportate.
Meno serie, invece, le condizioni degli occupanti dell’altra vettura coinvolta nel sinistro, che riportarono lesioni non considerate critiche.
La tragedia suscitò profonda commozione in città e riaccese il dibattito sulla sicurezza stradale lungo una delle arterie più trafficate della Capitale.
Con la conclusione delle indagini preliminari si apre ora una fase decisiva dell’inchiesta. Le difese potranno presentare memorie, chiedere ulteriori approfondimenti o depositare documentazione prima che la Procura assuma le proprie determinazioni.
Successivamente i magistrati valuteranno se richiedere il rinvio a giudizio dei due indagati o adottare altre decisioni processuali.
Sarà l’eventuale processo a stabilire responsabilità e circostanze di una vicenda che continua a lasciare aperti interrogativi e che ha segnato profondamente familiari e amici della giovane vittima.
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