Roma, 24 aprile 2026
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Zerocalcare interviene su Acrobax, finito nella lista nera dei posti da sgomberare: «È saltata ogni mediazione, l'unica difesa è viverlo»

In un video-intervento sui social, il fumettista di Rebibbia lancia un appello contro lo sgombero dell’ex Cinodromo di via della Vasca Navale, inserito nella "lista nera" del ministero:

di Anita Armenise - TEMPO DI LETTURA 2'
Zerocalcare interviene su Acrobax, finito nella lista nera dei posti da sgomberare: «È saltata ogni mediazione, l'unica difesa è viverlo»

«Mai avrei pensato che decenni dopo saremmo stati ancora qui a parlarne». Con la consueta schiettezza e quel tono che oscilla tra l’ironia e l’urgenza civile, Zerocalcare è tornato a parlare delle minacce di sgombero che pendono su decine di realtà sociali. In una breve intervista diffusa via social, il fumettista romano ha acceso i riflettori sull'Acrobax, lo storico centro sociale occupato nel quadrante Marconi-Ostiense, finito nuovamente nel mirino delle autorità

Il LOA Acrobax, Laboratorio Occupato Autogestito, è stato inserito nella lista nera della Prefettura e del Campidoglio, tra gli immobili destinati allo sgombero nell'ambito del piano di riordino del patrimonio cittadino. Una decisione che rischia di cancellare ventidue anni di storia, mutualismo e sport popolare.

Un presidio nato dalla precarietà

La storia dell’Acrobax inizia nel 2002, quando un collettivo di attivisti decise di restituire alla città un’area immensa e degradata. «Io c’ero il giorno dell’occupazione», ricorda Zerocalcare. «Venivo da un’altra zona di Roma, non conoscevo il Cinodromo. Quando sono entrato in questo posto gigantesco sono rimasto sbalordito».

Acrobax non è stato solo un centro sociale tradizionale. Fin dai primi anni, è diventato un laboratorio teorico e pratico sulla trasformazione del lavoro. «Ai tempi mi sembrava il posto più contemporaneo in assoluto», spiega l’autore di Strappare lungo i bordi. «Mentre altrove l’analisi era ancora molto novecentesca, loro mettevano al centro la precarietà come soggettività autonoma. Lo facevano dall'università e hanno continuato qui dentro, con la formazione sul reddito e i diritti. Per la politica romana era una roba incredibilmente nuova».

Negli anni, lo spazio è diventato un punto di riferimento non solo per l’antifascismo o le lotte internazionali, ma per la vita quotidiana del quadrante Ostiense-Marconi. Oggi l'ex Cinodromo ospita una palestra popolare, gli allenamenti della storica squadra di rugby che ha portato lo sport nelle periferie ma anche servizi al territorio come sportelli per il diritto all'abitare, laboratori e iniziative di supporto sociale.

«Io sono una pippa maledetta a livello sportivo», scherza il fumettista, «quindi non ho mai fatto i laboratori, ma venivo a vedere il rugby all’inizio. Ricordo i momenti di tensione, quando sembrava dovesse essere assaltato e arrivavamo nel pomeriggio per aspettare gli assalitori che poi non arrivavano mai».

La minaccia dello sgombero

L’inserimento dell’Acrobax nella lista degli sgomberi ha riacceso il dibattito sulla gestione degli spazi occupati a Roma. Per le istituzioni si tratta di ripristinare la legalità su un immobile comunale; per chi lo attraversa, si tratta di difendere un argine all'abbandono delle periferie.

«Come si fa a non farlo sgomberare? È la domanda da un milione di dollari», riflette Zerocalcare. «Penso che il modo migliore sia viverli, attraversarli e ricordarsi che non sono spazi di cui essere solo fruitori, ma partecipi. In questo momento storico pare sia saltata ogni mediazione, ma l’importante è che si sappia che c'è una comunità allerta e numerosa pronta a difenderselo».

«Passateci, perché non esiste un posto uguale»

Contro i pregiudizi che spesso colpiscono le occupazioni, Zerocalcare invita alla prova dei fatti: «Se il pregiudizio è quello dei "tossici cattivi", questo è un posto frequentato da famiglie, da ragazzini, da un’umanità che invito chiunque a venire a vedere. Se il pregiudizio è che fa freddo d'inverno, veniteci d'estate».

L’Acrobax rimane, per ora, quel puntino viola — colore scelto per la "V-Strategy" ai tempi del G8 dell'Aquila — simbolo di una Roma che resiste alla normalizzazione. «Passate al Cinodromo se non l’avete mai visto», conclude Michele, «perché è un posto che non ha uguali a Roma. E se lo conoscete già, tornateci».

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