
Carcere di Viterbo (Ph. G.M.)
Sette agenti della Polizia penitenziaria sono rimasti intossicati dal fumo dopo che un detenuto avrebbe incendiato il materasso della propria cella nella casa circondariale Nicandro Izzo di Viterbo. L’episodio è avvenuto nella serata di lunedì 3 agosto, al terzo piano dell’istituto penitenziario.
A rendere noto l’accaduto è stata la Fns Cisl Lazio. I poliziotti coinvolti sono stati soccorsi e successivamente dimessi con una prognosi di sette giorni. Al momento non sono stati forniti ulteriori dettagli sulle condizioni del detenuto né sulle ragioni che avrebbero portato al gesto.
Quello avvenuto nel carcere di Viterbo è soltanto l’ultimo episodio registrato negli ultimi mesi all’interno della struttura. Il 7 aprile un sovrintendente della Sorveglianza generale era rimasto ferito, riportando una prognosi di 25 giorni. Il 13 aprile un altro agente era stato aggredito, mentre il 4 giugno un assistente scelto aveva riportato lesioni giudicate guaribili in 30 giorni.
Il 16 luglio un detenuto marocchino di 26 anni era morto dopo essere rimasto gravemente ferito durante una rissa. Pochi giorni più tardi, il 25 luglio, un altro incendio aveva provocato l’intossicazione di 23 persone, tra le quali sei poliziotti penitenziari.
Una successione di aggressioni, incendi ed emergenze che, secondo il sindacato, evidenzia le difficoltà nella gestione quotidiana della casa circondariale.
La Fns Cisl Lazio richiama l’attenzione anche sulla carenza di personale e sul sovraffollamento dell’istituto. A fronte di una dotazione prevista di 330 unità, gli agenti effettivamente in servizio sarebbero 296. Un numero che, sottolinea il sindacato, si riduce ulteriormente considerando il personale impiegato nel gruppo operativo.
La popolazione detenuta sarebbe invece composta da circa 650 persone, nonostante una capienza regolamentare di 440 posti. Si tratta dunque di oltre 200 presenze in più rispetto ai posti previsti.
«Le gravi e non più sostenibili criticità del sistema penitenziario continuano a evidenziarsi quotidianamente».
Secondo la Fns Cisl Lazio, la situazione richiede «interventi immediati», a partire dal rafforzamento degli organici e dagli investimenti necessari per rendere più sicura la struttura.
Il sindacato chiede maggiori garanzie per la sicurezza degli agenti, insieme a interventi sulle condizioni di salubrità e igiene degli ambienti. La carenza di personale, unita al numero elevato di detenuti, renderebbe sempre più difficile prevenire e gestire incendi, aggressioni e situazioni di tensione.
«È inaccettabile far lavorare il personale in queste condizioni».
La Fns Cisl Lazio sollecita quindi un potenziamento degli organici della Polizia penitenziaria e investimenti strutturali nel carcere Nicandro Izzo, affinché possano essere garantite condizioni adeguate sia per il personale sia per le persone detenute.
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