
Avrebbe approfittato di un momento di distrazione dei genitori per avvicinare una turista minorenne e molestarla all’interno della metropolitana. Un uomo di 28 anni, originario del Bangladesh, è stato arrestato dalla Polizia di Stato ed è ora in carcere, gravemente indiziato del reato di violenza sessuale aggravata.
La giovane, originaria di Singapore e in visita nella Capitale con la famiglia, stava viaggiando in metro in direzione Vaticano quando l’ordinario tragitto si è trasformato in una violenza. Una volta scesa dal convoglio, la ragazza si è presentata in lacrime alla biglietteria per chiedere aiuto. In quei momenti di agitazione avrebbe indicato, senza riuscire a parlare, l’uomo che si trovava a pochi passi da lei.
L’addetta allo sportello ha contattato il 112 Nue, avvisando anche il personale addetto alla vigilanza, che è riuscito a bloccare il presunto responsabile in attesa dell’arrivo delle pattuglie.
Sul posto sono intervenuti gli agenti delle Volanti e del Commissariato di P.S. Prati. I poliziotti hanno prestato assistenza alla vittima, verificando le sue condizioni psicofisiche e aiutandola a superare lo stato di agitazione, quindi hanno raccolto la denuncia ricostruendo quanto accaduto poco prima.
Secondo quanto riferito, l’uomo, che viaggiava sullo stesso vagone lungo la linea A, avrebbe seguito la ragazza dopo la discesa dal treno, approfittando della confusione e della distanza guadagnata dai genitori. L’avrebbe quindi avvicinata iniziando a palpeggiarla e cercando di vincere la sua resistenza nel tentativo di baciarla. Anche quando la giovane era riuscita a divincolarsi, avrebbe provato a riafferrarla, fermandosi solo quando la ragazza ha chiesto aiuto attirando l’attenzione dei genitori che camminavano alcuni metri più avanti.
L’uomo non sarebbe nuovo a comportamenti analoghi. Due anni fa era stato denunciato dagli agenti del Commissariato di P.S. Viminale per un episodio simile commesso ai danni di una donna mentre si trovava a bordo dello stesso autobus su cui viaggiava. Risulta inoltre gravato da numerosi precedenti di polizia specifici.
Fermo restando che l’operato della Polizia di Stato è stato convalidato dall’Autorità giudiziaria, le evidenze investigative descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e per l’indagato vige il principio di presunzione di innocenza fino a un accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.
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