
Pierpaolo Capovilla e Vinicio Capossela (Foto Nicol Vizioli)
Vinicio Capossela porta per la prima volta in teatro una ballad opera. Si intitola E Morte non avrà dominio e debutterà a Roma il 3 e 4 ottobre al Teatro Olimpico, all’interno di Romaeuropa Festival, prima di partire per una tournée che proseguirà fino al 21 dicembre.
Al centro dello spettacolo ci sarà l’incontro tra Capossela e Pierpaolo Capovilla, insieme a musicisti, interpreti, cantanti d’opera e voci registrate. La produzione sarà anche l’occasione per ascoltare dal vivo, in anteprima, quindici nuove canzoni di Capossela, destinate a confluire nel prossimo disco, previsto per gennaio 2027.
Il progetto nasce dal lavoro sviluppato da Capossela intorno a Under Milk Wood, il poema per voci del poeta gallese Dylan Thomas.
Dopo il radiodramma Sotto il bosco di latte, trasmesso da Rai Radio3, Capossela ha trasformato quel materiale in uno spettacolo teatrale nel quale canzone, parola e presenza scenica fanno parte di un’unica costruzione drammaturgica.
I brani non vengono quindi presentati come semplici esecuzioni musicali, ma entrano nella narrazione e nei personaggi dello spettacolo.
E Morte non avrà dominio è dedicato alla memoria di Renato Striglia, amico di Capossela e dj radiofonico scomparso prematuramente, che aveva lavorato a una versione italiana di Under Milk Wood senza riuscire a completarla.
«La Ballad Opera che qui presentiamo, così come già il radiodramma, le canzoni, tutto nasce da una morte», racconta Capossela. «Da un seme raccolto che deve andare oltre quella morte per generare».
Lo spettacolo riprende il mondo immaginato da Dylan Thomas nel villaggio gallese di Llareggub, popolato da personaggi eccentrici, memorie e voci che emergono dalla vita quotidiana.
Al centro della scena ci sarà Pierpaolo Capovilla, adagiato in una vasca e accompagnato soltanto da un gatto. La sua figura richiama contemporaneamente Renato Striglia, lo stesso Dylan Thomas e Capitan Gatto, il marinaio cieco che compare nell’opera dello scrittore gallese.
Capovilla attraverserà lo spettacolo come narratore e custode delle memorie, in continuo dialogo con le canzoni e con Capossela.
Per quest’ultimo, il lavoro parla soprattutto di «innocenza, Eden perduto e comunità», attraverso un villaggio nel quale la diversità dei suoi abitanti non viene corretta o normalizzata, ma diventa parte stessa del racconto.
La prima nazionale è in programma al Teatro Olimpico di Roma: il 3 ottobre alle 21 e il 4 ottobre alle 17.
Dopo il debutto romano lo spettacolo toccherà Parma, Ancona, Napoli, Catanzaro, Milano, Genova, Cagliari, Sassari, Como, Torino, Bologna, Assisi, Rimini e Livorno, prima della chiusura prevista il 21 dicembre al Teatro Verdi di Firenze.
Il progetto è stato pensato per avere una durata limitata a una sola stagione teatrale.
La produzione è di IMARTS, Fondazione Teatro Due Parma e La Cùpa, in collaborazione con Romaeuropa Festival. La regia, la messa in scena, la scenofonia e le luci sono affidate al collettivo La Cùpa.
Accanto a Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla saranno in scena Vincenzo Vasi, Alessandro “Asso” Stefana, Raffaele Tiseo, Riccardo Loda, Irene Sciacovelli, Elvis Zini e Gaia Barco.
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