Roma, 11 settembre 2026
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Venezia, il cinema cinese conquista il Lido: applausi per "Dear You" al Museo M9

Oltre 150 spettatori cinesi e italiani alla proiezione del film sulla tradizione dei "qiaopi". L'attrice Li Sitong: "Non avremmo mai immaginato che sarebbe arrivato così lontano". L'ex vice ministra Fincato: "Un film di grande umanità"

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Fonte immagine: Agenzia Xinhua

Fonte immagine: Agenzia Xinhua

Martedì pomeriggio le voci provenienti dalla regione di Chaoshan, nel sud della Cina, hanno riecheggiato in una sala cinematografica di Venezia, dove oltre 150 spettatori cinesi e italiani si sono riuniti per assistere alla proiezione di "Dear You".

Il film è stato proiettato al Museo M9 di Mestre, a Venezia, nell'ambito di un programma di promozione del cinema in lingua cinese organizzato durante l'83esima edizione della Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

La tradizione dei "qiaopi" tra memoria e radici

Il film, noto in cinese come "Love Letters to Grandma", è incentrato sulla tradizione dei "qiaopi", lettere accompagnate da rimesse di denaro che i primi emigranti inviavano alle loro città d'origine per sostenere le famiglie. Attraverso una lettera che attraversa il tempo e la distanza, il film esplora i temi della famiglia, della nostalgia di casa e del legame con le proprie radici.

Per l'attrice Li Sitong, il viaggio a Venezia è stato quasi emozionante quanto il film stesso. "Quando giravamo il film a Chaoshan non avremmo mai immaginato che sarebbe arrivato così lontano", ha dichiarato Li, dopo un volo di oltre 10 ore per partecipare alla proiezione a Venezia.

Con numerosi attori non professionisti e immagini di vita quotidiana, il film racconta i ricordi e le esperienze di famiglie comuni, trovando una forte risonanza tra gli spettatori italiani.

"Un film di grande umanità"

Laura Fincato, ex vice ministro italiano degli Esteri ed ex vice sindaca di Venezia, ha affermato che le vicende raccontate nel film hanno trovato riscontro nelle esperienze di molti italiani.

"È successo che anche molti italiani e molti veneziani siano andati in Paesi lontani da casa, alla ricerca di un futuro migliore", ha raccontato Fincato a Xinhua. "Hanno lasciato lì un pezzo del loro cuore".

Sia i migranti cinesi sia quelli italiani hanno cercato di preservare la propria identità mentre costruivano una nuova vita all'estero, ha affermato, aggiungendo che il cinema può svolgere un ruolo importante nel rafforzare i legami culturali tra i due Paesi.

"La tecnologia è importante, ma soprattutto deve esserci umanità", ha dichiarato. "E questo è un film di grande umanità".

Un ponte tra le comunità

Per Qin Shasha, è stata la seconda volta che vedeva "Dear You", ma ha affermato di essersi commossa proprio come la prima volta.

"È un'esperienza diversa guardarlo all'estero", ha dichiarato, esprimendo la speranza che più film cinesi vengano proiettati all'estero e che più storie cinesi possano raggiungere il pubblico internazionale.

Il console generale cinese a Milano Zhang Chenggang ha affermato che il film potrebbe trovare una forte risonanza nella comunità cinese in Italia. Molti membri della comunità conoscono bene l'esperienza di costruirsi una vita lontano da casa, pur mantenendo stretti legami con le proprie famiglie e con le proprie radici culturali.

Il programma in lingua cinese della Mostra del Cinema di Venezia ha previsto proiezioni, incontri tra operatori del settore e dibattiti. Oltre a "Dear You", è stato proiettato anche il film cinese "La ballata di un soldato".

Fonte: Agenzia Xinhua

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