
Il Lazio è tra le regioni italiane con il più alto indice di attrazione in oncologia pediatrica: il 35,9 per cento dei bambini e degli adolescenti curati sul territorio arriva da altre regioni o dall’estero per accedere alle strutture specializzate della Capitale. Un dato che evidenzia la necessità di affiancare alle cure ospedaliere servizi di assistenza rivolti anche alle famiglie che affrontano un percorso oncologico lontano da casa. È in questo contesto che si inserisce il progetto F.A.R.O. (Fuori dall’Ospedale: Aiuto, Risorse e Orientamento per bambini e adolescenti oncologici), promosso da Peter Pan ODV insieme ad Aimac, Fondazione Soleterre ETS, Fondazione Dynamo Camp ETS e Associazione I.R.E.N.E. ODV. Al termine del secondo anno di attività, tra novembre 2025 e settembre 2026, l’iniziativa ha sostenuto 224 famiglie, più del doppio rispetto al primo anno, evitando loro spese per circa 169mila euro. Il progetto, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali attraverso il Fondo per l’assistenza dei bambini affetti da malattia oncologica, è stato rinnovato per un terzo anno.
Delle 224 famiglie prese in carico, il 58 per cento è di origine italiana e il 25 per cento risiede nel Lazio. Le altre provengono da fuori regione o dall’estero e raggiungono la Capitale per le cure. Il presidio territoriale, che svolge attività di coordinamento e orientamento, ha realizzato 817 colloqui, oltre 500 dei quali con la presenza di un assistente sociale. Per le famiglie straniere sono stati garantiti anche servizi di mediazione culturale e orientamento, in alcuni casi di tipo legale. Le navette solidali hanno raggiunto 123 famiglie, effettuando 3.350 trasporti da e verso i luoghi di cura e percorrendo complessivamente oltre 40.800 chilometri. Il sostegno psicologico ha coinvolto 54 nuclei, con 841 colloqui strutturati e altri 151 informali. Il segretariato socio-giuridico ha invece accompagnato 59 famiglie nell’orientamento ai diritti e ai servizi disponibili. A questi interventi si aggiungono le attività di riabilitazione psicomotoria domiciliare dell’associazione I.R.E.N.E. ODV, che hanno raggiunto 85 famiglie, e le iniziative di gioco e socialità realizzate con Fondazione Dynamo Camp ETS, che hanno coinvolto 104 nuclei.
Per la prima volta, il progetto ha introdotto anche un’analisi basata su indicatori costi-benefici. A fronte di circa 217mila euro di servizi erogati, è stato stimato un risparmio di circa 169mila euro per le famiglie. Si tratta di spese che i nuclei familiari avrebbero altrimenti dovuto sostenere direttamente, oppure di prestazioni per le quali avrebbero dovuto attendere nel sistema pubblico o a cui, in alcuni casi, avrebbero potuto rinunciare. A questa cifra si aggiunge il valore economico figurativo del lavoro dei volontari, stimato in circa 54.600 euro. «Anche fuori dalla corsia ospedaliera un bambino malato di tumore continua ad avere bisogno di cura, così come la sua famiglia», ha dichiarato Roberto Mainiero, presidente di Peter Pan ODV. «Progetto F.A.R.O. risponde ai bisogni che nascono fuori dall’ospedale: il trasporto, la casa lontana, il sostegno psicologico, il tempo per il gioco e per la socialità». Secondo Mainiero, questi servizi dovrebbero entrare stabilmente nei percorsi terapeutici: «L’inclusione sociale e la qualità della vita dovrebbero essere riconosciuti come parte integrante della presa in carico».
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