
Tivoli diventa territorio di sperimentazione per un modello integrato di turismo accessibile. Alle Scuderie Estensi è stato presentato “Experience the Beauty – Scoprire e vivere Tivoli oltre ogni barriera”, progetto che nei prossimi 20 mesi punta a intervenire sull’accessibilità urbana, naturalistica, culturale e turistica della città.
L’iniziativa è finanziata nell’ambito di un bando promosso dal Ministero per le Disabilità e dal Ministero del Turismo. Secondo quanto riferito dall’assessore regionale all’Inclusione sociale e ai servizi alla persona, Massimiliano Maselli, la Regione Lazio ha ottenuto risorse per quasi 4 milioni di euro.
«L’obiettivo ultimo è rendere Tivoli una città con accessibilità globale», afferma Maselli. Per l’assessore, il progetto punta non soltanto a garantire alle persone con disabilità la possibilità di visitare la città, ma anche a rafforzare la filiera turistica locale attraverso infrastrutture, servizi accessibili, formazione professionale e nuovi modelli di ospitalità.
La prima fase del progetto sarà dedicata a una mappatura dell’accessibilità di luoghi, percorsi, strutture e servizi presenti sul territorio di Tivoli.
Attraverso sopralluoghi e analisi sul campo saranno individuate criticità e potenzialità, con la costruzione di un dataset georeferenziato. Da questo lavoro verranno selezionati cinque percorsi prioritari, che saranno successivamente progettati, attrezzati, sperimentati e validati.
Alla ricognizione fisica si affiancherà quella digitale attraverso “Experience the Beauty Live”, una piattaforma web-based che dovrà raccogliere dati georeferenziati, mappe, schede dedicate ai luoghi e ai percorsi e contenuti multimediali accessibili.
L’obiettivo è consentire ai visitatori di conoscere in anticipo le caratteristiche dei luoghi e organizzare la propria esperienza prima dell’arrivo in città.
Tra gli strumenti previsti figurano QR sonori, video in Lingua dei segni italiana, contenuti in linguaggio chiaro, mappe tattili, disegni in rilievo e dispositivi immersivi.
Le soluzioni saranno sviluppate tenendo conto di differenti esigenze motorie, sensoriali e cognitive. Dopo la fase di mappatura saranno progressivamente attivati i cinque percorsi, accompagnati da visite accessibili, laboratori multisensoriali e test con utenti chiamati a verificare direttamente strumenti e modalità di fruizione.
I feedback raccolti durante la sperimentazione serviranno a correggere e consolidare il modello.
Il progetto comprende anche un’attività di formazione rivolta a guide, operatori museali, strutture ricettive, pubblica amministrazione, operatori culturali, cittadini, studenti e persone con disabilità.
Tra gli ambiti indicati figurano comunicazione accessibile, LIS, utilizzo degli strumenti digitali e costruzione di un’offerta turistica territoriale maggiormente accessibile.
È prevista inoltre una componente occupazionale, con percorsi finalizzati all’inserimento di persone con disabilità nella filiera turistica e culturale attraverso tirocini e convenzioni previste dall’articolo 14.
«Investire in infrastrutture e servizi accessibili significa potenziare l’accoglienza, favorire competenze professionali dedicate, promuovere nuovi modelli di ospitalità e migliorare la qualità dell’esperienza turistica», sottolinea Maselli.
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