
Il Tevere balneabile entro il 2032. È l’obiettivo ribadito martedì 22 settembre dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri, a margine della quarta edizione del Pitch day di Acceleraimpresa. Il primo cittadino ha collegato il progetto della balneabilità a quello della navigabilità del fiume, spiegando che Roma Capitale sta lavorando su entrambi i fronti. «Noi stiamo lavorando sia sulla navigabilità, che oggi è interrotta in alcuni tratti, sia sulla balneabilità per la quale abbiamo un piano di lavoro che può portare entro il 2032 il Tevere a essere balneabile come è avvenuto con la Senna a Parigi. E lo faremo», ha dichiarato Gualtieri. La scadenza del 2032 rappresenta dunque, nelle parole del sindaco, l’orizzonte temporale indicato dall’amministrazione per arrivare alla balneabilità. Il percorso tecnico già avviato da Roma Capitale, però, affonda le sue radici nei mesi precedenti.
La prima tappa formale risale all’11 settembre 2025, quando Roma Capitale annunciò la costituzione di un tavolo tecnico dedicato alla balneabilità del tratto urbano del Tevere. L’obiettivo dichiarato era valutare gli aspetti normativi, tecnici, ambientali e gestionali necessari a rendere il fiume balneabile in condizioni di sicurezza. Tra le criticità individuate dall’amministrazione c’era in particolare la confluenza tra Tevere e Aniene, indicata come principale vettore dei fattori inquinanti. Il progetto avrebbe dovuto comprendere delimitazione dell’area di intervento, monitoraggio, analisi e soprattutto infrastrutture e interventi per la depurazione delle acque.
Il 6 novembre 2025 si è svolto l’incontro tra il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, Gualtieri e l’assessora capitolina all’Ambiente Sabrina Alfonsi. In quell’occasione è stato avviato il tavolo tecnico per valutare la qualità ambientale del Tevere e la possibile balneabilità. Al lavoro sono state chiamate diverse autorità scientifiche e istituzionali, tra cui Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale, Arpa Lazio, Ispra, Istituto Superiore di Sanità e Asl. L’obiettivo non era soltanto la balneazione, ma una più ampia riqualificazione ambientale del fiume, intervenendo sulla qualità delle acque, sulla gestione dei reflui e sulla sicurezza delle sponde.
Il 13 gennaio 2026 il percorso è entrato nella fase operativa. Roma Capitale ha annunciato la formazione di quattro gruppi di lavoro. Il primo, coordinato da Roma Capitale e Città Metropolitana, è incaricato di raccogliere dati sulle azioni già realizzate e sui progetti avviati o finanziati per Tevere e Aniene. Il secondo, seguito da Istituto Superiore di Sanità e Arpa Lazio, si occupa dei contaminanti potenzialmente pericolosi per la salute. Gli altri due gruppi studiano invece le caratteristiche idrologiche del fiume e il censimento degli scarichi autorizzati e non autorizzati nel Tevere e nell’Aniene.
Il percorso sulla balneabilità si inserisce inoltre nel più ampio Piano Strategico e Operativo del Tevere, approvato dalla Giunta capitolina nel luglio 2025. Il piano considera il fiume una vera infrastruttura verde e blu della città e prevede quasi 800 nuovi progetti, collegati a transizione ecologica, mobilità sostenibile e rigenerazione urbana lungo i 75 chilometri del Tevere nel territorio romano. Nello stesso quadro rientra anche il tema della navigabilità, che Gualtieri ha rilanciato oggi insieme alla balneabilità. Nel Piano strategico la navigazione sul Tevere viene inserita in una strategia più ampia di mobilità sostenibile e di valorizzazione del trasporto sull’acqua. La prospettiva indicata oggi dal sindaco è quindi quella di arrivare al 2032 dopo un percorso che, almeno nelle tappe istituzionali già formalizzate, è partito dalla riqualificazione ambientale, dalla conoscenza dello stato delle acque e dal lavoro coordinato tra enti. La balneabilità, nelle parole dell’amministrazione, viene considerata il possibile risultato finale di questo processo.
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