
Le tende della protesta studentesca si spostano ancora. Dopo il presidio davanti a Montecitorio, l’Unione degli Universitari ha annunciato che venerdì 16 ottobre porterà la mobilitazione a piazza del Popolo, in vista della convergenza del giorno successivo con la manifestazione nazionale “La Via Maestra”.
Al centro della protesta restano caro vita, costo degli affitti e diritto allo studio, temi che negli ultimi giorni hanno moltiplicato tende e iniziative in diverse zone della Capitale, da piazza Bologna alla Sapienza fino alla Camera dei deputati.
«Il costo della vita è diventato insostenibile, non ce la facciamo più», afferma Sabrina Brizzola, coordinatrice dell’Unione degli Universitari. «Ora convergiamo tutti a piazza del Popolo dove, il 17, insieme a “La Via Maestra”, dimostreremo che il mondo è nostro e ce lo riprendiamo».
L’Udu aveva portato le tende davanti a Montecitorio nei giorni scorsi con la mobilitazione “Cara Italia, quanto ci costi?”, chiedendo maggiori investimenti nell’università pubblica e nel diritto allo studio e contestando le politiche abitative rivolte agli studenti.
Il trasferimento verso piazza del Popolo rappresenta ora un tentativo di unire la vertenza universitaria alle altre mobilitazioni sociali previste nella Capitale.
L’organizzazione ha rivolto l’appello a partecipare ad associazioni, realtà sociali, organizzazioni politiche, studenti, lavoratori, pensionati e singoli cittadini.
La prima tappa sarà quindi venerdì 16 ottobre a piazza del Popolo. Sabato 17 le rivendicazioni studentesche confluiranno invece nella manifestazione nazionale de “La Via Maestra”.
“La Via Maestra” riunisce sindacati e oltre cento associazioni e organizzazioni della società civile attorno a una piattaforma che comprende lavoro, welfare, sanità e istruzione pubblica, diritto alla casa, pace e contrasto alle disuguaglianze.
Il corteo nazionale di sabato 17 ottobre partirà alle 13.30 da piazza della Repubblica e si concluderà a piazza del Popolo, con arrivo previsto intorno alle 17.
È proprio sulla piazza finale della manifestazione che l’Udu intende portare anche la protesta iniziata con le tende davanti al Parlamento.
L’iniziativa degli universitari si inserisce in un quadro di mobilitazioni che negli ultimi giorni ha visto realtà differenti utilizzare proprio le tende come simbolo della difficoltà di sostenere il costo di una stanza o di un appartamento.
Giovedì 15 ottobre, intanto, una nuova protesta studentesca ha attraversato la Sapienza.
Il corteo è partito nel primo pomeriggio da piazzale della Minerva, con alcune tende portate dagli studenti durante la manifestazione.
L’iniziativa è stata organizzata da collettivi universitari, tra cui Cambiare Rotta, e ha posto al centro il diritto allo studio, il caro vita e l’emergenza abitativa, insieme al problema degli sfratti che interessano studenti universitari provenienti da zone di guerra.
«Vogliamo un’università realmente pubblica, realmente accessibile a tutti», hanno rivendicato i manifestanti.
Quella della Sapienza e la mobilitazione dell’Udu sono iniziative promosse da realtà differenti, ma si inseriscono nello stesso clima di protesta che in questi giorni sta riportando la questione abitativa e il costo della vita degli studenti al centro del dibattito romano.
La sequenza era iniziata l’8 ottobre a piazza Bologna, dove i Giovani democratici avevano piantato le tende con la mobilitazione “Generazione senza casa”.
Il presidio aveva poi ricevuto anche le visite del sindaco Roberto Gualtieri e della segretaria del Pd Elly Schlein. Gualtieri aveva chiesto un cambio di rotta sulle politiche abitative nazionali e maggiori risorse per edilizia pubblica, sociale e sostegno agli affitti.
Nei giorni successivi le proteste si sono estese alla Sapienza e a Montecitorio, fino alla nuova tappa annunciata per piazza del Popolo.
La manifestazione del 17 ottobre rappresenterà ora il primo momento nel quale le rivendicazioni partite dai diversi presidi studenteschi entreranno in una mobilitazione nazionale più ampia, insieme alle vertenze sul lavoro, sul welfare e sui servizi pubblici.
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