
Matteo Bonacina, 42 anni, arciere di punta della Nazionale Italiana di Tiro con l’Arco, è finito agli arresti domiciliari con accuse pesantissime. Violenza sessuale, stalking, abuso psicologico e molestie. L'inchiesta, coordinata dalla Procura di Roma, non si ferma all'atleta. Risulta indagato anche il Direttore Tecnico della squadra, Guglielmo Donato Fuchsova, accusato di aver coperto e favorito le condotte illecite.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’incubo per le atlete azzurre sarebbe iniziato oltre dieci anni fa, nel 2013. Le indagini, condotte dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Torino e coordinate dal Servizio Polizia Postale di Roma, hanno portato alla luce un quadro di "gravi condotte" sia fisiche che verbali.
Bonacina, residente in provincia di Torino, avrebbe agito indisturbato per anni all’interno degli impianti sportivi e sui social network. Attraverso perquisizioni informatiche, gli agenti hanno rinvenuto messaggi, immagini e video a esplicito contenuto sessuale inviati alle colleghe, alcune delle quali minorenni all'epoca dei fatti. Un comportamento sistematico che, secondo il Gip, avrebbe generato un clima di "ansia e continua agitazione" nel contesto agonistico nazionale.
Il risvolto forse più inquietante dell’inchiesta riguarda il ruolo dei vertici tecnici. Il DT Guglielmo Donato Fuchsova è infatti accusato di stalking aggravato per omissione. Secondo i magistrati, Fuchsova non solo era a conoscenza delle condotte di Bonacina — definite "di pubblico dominio all'interno della squadra" — ma avrebbe attivamente protetto l'atleta.
L’accusa nei confronti del Direttore Tecnico è quella di aver minacciato le atlete, "sia larvatamente che espressamente", prospettando l'estromissione dalla squadra o la mancata convocazione se non avessero "tollerato e accettato le molestie e gli abusi sessuali di Bonacina". Un vero e proprio muro di gomma eretto per mettere a tacere ogni tentativo di ribellione. Per Fuchsova la Procura aveva chiesto l'interdizione dai pubblici uffici, misura che tuttavia non è stata accolta dal Gip.
L'indagine è scattata a seguito di una segnalazione trasmessa all'autorità giudiziaria dopo che Bonacina era già stato raggiunto da una sospensione cautelare da ogni attività sportiva. Quel primo provvedimento disciplinare ha scoperchiato il vaso di Pandora, spingendo le vittime a parlare e permettendo agli inquirenti di ricostruire oltre dieci anni di soprusi nel cuore di una delle eccellenze dello sport paralimpico italiano.
Mentre Bonacina attende l'interrogatorio di garanzia ai domiciliari, l'intera federazione si trova ora a fare i conti con una macchia indelebile che colpisce non solo l'integrità atletica, ma la sicurezza stessa delle sue tesserate.
La Capitale, il nuovo giornale online di Roma
La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024
DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi