Roma, 22 ottobre 2026
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Spari e violenze al Latin pub di via Casilina: il Questore revoca la licenza e mette i sigilli

Fine settimana d'inferno al locale di Torpignattara con risse, colpi d'arma da fuoco e due abusi sessuali. Dalle indagini emerge la finta alternanza societaria per aggirare le sanzioni

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Spari e violenze al Latin pub di via Casilina: il Questore revoca la licenza e mette i sigilli

Un fine settimana segnato da continui episodi di violenza e criminalità ha portato alla chiusura definitiva di un noto bar-pub di via Casilina, situato nel popoloso quartiere di Torpignattara. Il Questore di Roma ha disposto la nuova revoca della licenza d'esercizio nei confronti del titolare del locale, noto nella zona come "Latin pub" per la sua prevalente frequentazione da parte di cittadini sudamericani.

A determinare la drastica misura delle forze dell'ordine sono stati tre gravissimi fatti di cronaca verificatisi nell'arco di pochissime ore durante lo scorso fine settimana. Gli agenti sono dovuti intervenire dapprima per una rissa sfociata nell'esplosione di diversi colpi d'arma da fuoco, poi per un tentato abuso sessuale ai danni di una turista straniera nei bagni dell'esercizio, e infine per un'ulteriore violenza sessuale consumata all'esterno del bar. Sugli accadimenti sono tuttora in corso le indagini di polizia giudiziaria per ricostruire le esatte dinamiche e individuare i responsabili.

Un'escalation di illegalità e il blitz della Polizia

L'istruttoria che ha condotto alla chiusura dell'attività è stata condotta dagli agenti della Divisione Amministrativa della Questura, avviata anche su impulso del Commissariato Torpignattara. Gli uomini della Polizia di Stato si sono recati sul posto per notificare l'atto al gestore e contestualmente apporre i sigilli agli ingressi.

La storia amministrativa dell'esercizio era del resto già segnata da pesanti criticità. Nel corso degli anni il locale era stato destinatario di ripetuti provvedimenti di sospensione della licenza ai sensi dell'articolo 100 del Tulps, con stop compresi tra i 15 e i 45 giorni. A questi sanzionamenti si erano già aggiunte due distinte revoche e persino un sequestro preventivo disposto dall'Autorità giudiziaria, fino all'ulteriore sospensione temporanea comminata solo lo scorso mese.

Lo stratagemma della finta gestione

Oltre all'allarmante sequenza degli ultimi crimini, gli accertamenti hanno portato alla luce un preciso meccanismo elusivo. Incrociando gli elementi di natura finanziaria e contrattuale, a partire dal contratto di locazione dell'immobile, con le risultanze delle banche dati della Polizia, gli investigatori hanno riscontrato una sostanziale continuità nella conduzione del bar.

Nonostante il continuo avvicendarsi di diverse compagini societarie,non vi è mai stata una reale cesura con il passato. Le persone impiegate all'interno dell'attività sono risultate infatti in larga parte le stesse già riconducibili alle precedenti gestioni, confermando come i cambi di intestazione servissero solo a superare formalmente i controlli.

La decisione finale

Il quadro ricostruito nell'ambito dell'istruttoria ha così saldato i precedenti del locale ai recenti e gravissimi fatti di sangue. Valutata la completa incompatibilità dell'attività con la tutela dell'ordine pubblico, il Questore ha disposto il provvedimento per la salvaguardia dei residenti del quartiere e dei potenziali clienti del bar.

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