Roma, 29 ottobre 2026
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Sciopero di domani, attesi 10mila manifestanti: partenza da piazza dei Cinquecento ma resta l'incognita sul percorso

Diversi punti di ritrovo tra Termini, San Lorenzo, Ostiense e Tiburtina. Oggi le riunioni in Prefettura e Questura per definire il piano di sicurezza. Alla mobilitazione aderiranno anche gli studenti, mentre Usb conferma lo sciopero nonostante la precettazione di Salvini

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Sciopero di domani, attesi 10mila manifestanti: partenza da piazza dei Cinquecento ma resta l'incognita sul percorso

Almeno 10mila manifestanti attesi a Roma per lo sciopero generale di venerdì 30 ottobre, ma il percorso del corteo principale resta ancora da definire. È questa la stima delle presenze mentre nella Capitale si prepara una giornata di mobilitazioni che coinvolgerà lavoratori, studenti, collettivi universitari e movimenti per il diritto all'abitare.

La questione principale riguarda proprio la gestione dei diversi concentramenti previsti in città. Per giovedì 29 ottobre sono in programma una riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura e, nel pomeriggio, un tavolo tecnico in Questura per definire il dispositivo di sicurezza e il tracciato della manifestazione.

Da Termini alla Sapienza, i punti di ritrovo dei manifestanti

Il principale concentramento dell'Unione sindacale di base (Usb) è previsto in piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, dove da giorni i movimenti per il diritto all'abitare hanno allestito un presidio con tende e gazebo. Da qui i manifestanti dovrebbero dirigersi verso piazza della Repubblica, individuata come punto di partenza del corteo principale.

Restano però da chiarire le modalità con cui confluiranno nella manifestazione gli altri gruppi. I collettivi studenteschi hanno indicato piazzale Aldo Moro, davanti alla Sapienza, tra i luoghi di ritrovo, mentre ulteriori concentramenti sono previsti a piazzale Ostiense e nei pressi della stazione Tiburtina.

Secondo le ricostruzioni pubblicate, tra le ipotesi per il percorso principale ci sarebbero il centro storico, via dei Fori Imperiali e il Circo Massimo. Quest'ultimo, però, ospita gli allestimenti per le celebrazioni del 4 novembre. Al momento non risulta definito un itinerario ufficiale e resta esclusa, nelle ipotesi finora emerse, la conclusione a piazza San Giovanni.

Occupata Lettere alla Sapienza, gli studenti verso il 30 ottobre

Alla protesta parteciperanno anche i collettivi studenteschi, protagonisti nelle ultime settimane di occupazioni e manifestazioni in diversi istituti romani.

Mercoledì 28 ottobre è stata occupata anche la facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza, dopo un'assemblea organizzata dagli studenti.

«La nostra generazione è in rivolta, è stanca di subire, ha alzato la testa», hanno dichiarato i militanti di Osa, collegando la mobilitazione romana alle proteste giovanili in corso in altri Paesi europei.

Lo sciopero rappresenta un punto di convergenza tra le rivendicazioni degli studenti e quelle dei lavoratori: dalla contrarietà alle politiche di riarmo al carovita, fino alla richiesta di maggiori finanziamenti per la scuola e l'università.

La mobilitazione ha coinvolto nelle ultime settimane numerosi istituti della città, dal Cavour al Morgagni, fino al Mamiani e al Tasso.

Scuole e trasporti, i possibili disagi dello sciopero

La giornata potrebbe avere ripercussioni anche sul regolare svolgimento delle lezioni. Diversi istituti hanno già avvisato le famiglie della possibilità di modifiche agli orari scolastici e di interruzioni delle attività, con possibili disagi anche per nidi e scuole dell'infanzia.

Resta aperto, inoltre, lo scontro sulla precettazione dello sciopero nel settore dei trasporti, disposta dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.

L'Usb ha confermato la volontà di proseguire con la mobilitazione anche nei comparti interessati dall'ordinanza ministeriale, annunciando iniziative in oltre 40 piazze italiane.

«Lo sciopero generale è perfettamente in piedi per tutti i settori, inclusi i trasporti», ha dichiarato Francesco Staccioli, dell'esecutivo nazionale Usb.

La decisione del sindacato non annulla tuttavia gli effetti della precettazione. Le effettive adesioni e le conseguenze sul servizio di trasporto pubblico restano quindi da verificare.

Sul fronte dell'ordine pubblico, l'attenzione delle autorità si concentrerà soprattutto sui diversi punti di raduno, sulle possibili manifestazioni dirette verso il centro e sulla gestione degli accessi alle principali stazioni ferroviarie. Il percorso definitivo del corteo e gli eventuali provvedimenti sulla viabilità saranno chiariti dopo le riunioni tecniche.

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