Roma, 7 ottobre 2026
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San Camillo, attivato il secondo robot chirurgico: 341 interventi nei primi nove mesi del 2026

Il nuovo sistema, costato 3 milioni di euro, affiancherà quello in funzione dal 2022. L’Azienda punta ad aumentare le sedute operatorie nelle specialità coinvolte

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 3'
San Camillo, attivato il secondo robot chirurgico: 341 interventi nei primi nove mesi del 2026

L’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini ha completato l’installazione e il collaudo del suo secondo sistema di chirurgia robotica, destinato ad ampliare l’attività mininvasiva già svolta con la prima apparecchiatura, operativa dal maggio 2022.

L’investimento per il nuovo sistema ammonta a 3 milioni di euro ed è finanziato con risorse del Ministero della Salute nell’ambito del Piano straordinario per la riqualificazione dell’assistenza sanitaria nei grandi centri urbani. L’intervento rientra, secondo quanto comunicato dall’ospedale, in un piano di ammodernamento tecnologico sviluppato insieme alla Regione Lazio e alla Direzione regionale Salute.

La nuova apparecchiatura è stata installata al sesto piano del Padiglione Puddu, all’interno del nuovo blocco operatorio inaugurato nel 2025. Le operazioni di montaggio e collaudo si sono concluse tra il 28 e il 29 settembre.

Da 235 interventi nel 2024 a 455 nel 2025

L’introduzione del secondo sistema arriva dopo la crescita dell’attività registrata con il primo robot chirurgico. Secondo i dati forniti dal San Camillo, gli interventi robotici sono passati dai 235 del 2024 ai 455 del 2025.

Nei primi nove mesi del 2026, fino a settembre, gli interventi effettuati erano già 341. L’Azienda stima di arrivare a circa 520 procedure entro la fine dell’anno, una proiezione che, se confermata, segnerebbe un ulteriore aumento rispetto al 2025.

Il primo sistema viene utilizzato da più specialità, tra cui chirurgia generale e d’urgenza, chirurgia dei trapianti, chirurgia toracica, urologia, ostetricia e ginecologia.

Con la seconda unità l’ospedale punta ad aumentare ulteriormente il numero delle procedure e, secondo il direttore generale Angelo Aliquò, a raddoppiare indicativamente le sedute per le Unità operative coinvolte, compatibilmente con la disponibilità di personale e con l’organizzazione delle attività.

Aliquò: «Più tecnologia significhi più beneficio per i pazienti»

«Il nostro compito, ora, è far crescere l’attività con responsabilità», afferma Aliquò, sottolineando la necessità di accompagnare l’aumento dell’utilizzo della tecnologia con controlli sull’appropriatezza degli interventi e sui materiali impiegati.

Il potenziamento della chirurgia robotica, secondo quanto riferito dall’Azienda, dovrebbe consentire di ampliare l’offerta di procedure mininvasive anche complesse. Quando clinicamente indicata, questa tecnica può essere associata a minore dolore post-operatorio e sanguinamento e a tempi di recupero e degenza potenzialmente più contenuti.

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