
Oltre 1.200 anziani raggiunti attraverso 27 incontri per imparare a riconoscere le truffe e proteggersi dai raggiri. Si è conclusa mercoledì 4 novembre 2026, con un evento al Molo Sant'Angelo sul Lungotevere Tor di Nona, la fase estiva di Stavolta non ci casco – Le truffe non vanno in vacanza, il progetto promosso dall'Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale e dalle ACLI di Roma e provincia, in collaborazione con la Polizia di Stato e con il sostegno della Prefettura.
All'appuntamento hanno partecipato oltre cento anziani, insieme all'assessora capitolina Barbara Funari, alla vicepresidente delle ACLI di Roma Lidia Borzì, alla viceprefetta vicaria Filomena Piccarreta e al questore di Roma Roberto Massucci.
La giornata ha previsto incontri di sensibilizzazione sui rischi delle truffe e una gita sul Tevere, con approfondimenti storici e momenti di socializzazione.
La campagna si è sviluppata durante l'estate attraverso una rete di luoghi di prossimità, con l'obiettivo di raggiungere gli anziani direttamente nei contesti della loro quotidianità.
«Abbiamo raggiunto più di venti farmacie comunali, cinque Punti Blu, due parrocchie e un co-housing, per un totale di 27 incontri che hanno coinvolto oltre 1.200 anziani», ha spiegato Lidia Borzì, vicepresidente delegata delle ACLI di Roma, intervistata da La Capitale.
Il progetto non si è limitato alla diffusione di informazioni sulle tecniche utilizzate dai truffatori, ma ha cercato anche di individuare le necessità concrete delle persone incontrate.
Tra le richieste raccolte figurano l'accesso a servizi come il taxi sociale, il sostegno nell'esercizio dei propri diritti e la possibilità di costruire nuove relazioni.
«Gli anziani prima di tutto li abbiamo ascoltati», ha sottolineato Borzì, evidenziando come gli incontri siano diventati anche un'occasione per contrastare l'isolamento.
Uno degli aspetti più delicati emersi durante il progetto riguarda le conseguenze emotive delle truffe.
Secondo Borzì, chi subisce un raggiro può sviluppare un profondo senso di vergogna e perdere fiducia nelle proprie capacità, rendendo ancora più difficile raccontare quanto accaduto e chiedere aiuto.
«Le truffe sentimentali sono quelle che feriscono di più», ha raccontato la vicepresidente delle ACLI di Roma.
Durante gli incontri sono emerse testimonianze di persone che, spesso in condizioni di solitudine, erano state avvicinate da individui che fingevano un interesse sentimentale per poi sottrarre loro denaro o altri beni.
Per questo, accanto alla prevenzione, il progetto ha previsto il coinvolgimento di esperti e psicologi, con l'obiettivo di aiutare le vittime a superare il disagio e condividere la propria esperienza.
«La solitudine è il terreno fertile dove crescono le truffe», ha osservato Borzì, spiegando che l'obiettivo è anche trasformare gli anziani in punti di riferimento capaci di informare altre persone sui rischi.
All'iniziativa ha partecipato anche il questore di Roma Roberto Massucci, che ha sottolineato il ruolo della prevenzione e della collaborazione tra istituzioni e cittadini.
«Le truffe agli anziani sono un fenomeno odioso che va combattuto e soprattutto contrastato con un'azione di prevenzione», ha dichiarato a La Capitale.
Massucci ha ricordato l'impegno dei commissariati romani negli incontri sul territorio e nelle indagini che hanno consentito di individuare i responsabili di diversi episodi.
Per il questore, tuttavia, l'attività delle forze dell'ordine deve essere accompagnata da una maggiore consapevolezza delle potenziali vittime.
«Non li dobbiamo lasciare soli, dobbiamo trasformare la loro solitudine in accoglienza», ha spiegato.
Massucci ha inoltre richiamato alcuni casi nei quali gli anziani, collaborando con gli investigatori, hanno contribuito a individuare e far arrestare i truffatori.
A ribadire l'importanza della campagna è stata anche Barbara Funari, assessora alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale.
«Roma Capitale ha messo in campo ormai da diversi anni una campagna antitruffa», ha ricordato, sottolineando il lavoro svolto durante l'estate anche sulle spiagge romane.
Per Funari, l'obiettivo è fornire alle persone anziane strumenti di prevenzione, ma soprattutto incoraggiarle a rivolgersi ai servizi e alle istituzioni in caso di necessità.
«È importante formare, sostenere, divulgare e dire agli anziani che devono chiedere aiuto», ha dichiarato.
La giornata sul Tevere ha rappresentato così la conclusione della fase estiva del progetto, con un momento che ha unito informazione, prevenzione e socialità, anche attraverso la partecipazione dello storico dell'arte Vittorio Maria de Bonis e del presidente della Società Romana di Nuoto Dante Mortet.
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