Roma, 5 ottobre 2026
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Roma, pronta la svolta Under 23: l’obiettivo è valorizzare i giovani e non perdere altri talenti come Romano

La Roma sta pensando alla squadra Under 23 per creare un ponte tra Primavera e prima squadra. Il progetto di Galantic punta a valorizzare i giovani e ridurre i prestiti

di Leonardo Campara TEMPO DI LETTURA 2'
Roma, pronta la svolta Under 23: l’obiettivo è valorizzare i giovani e non perdere altri talenti come Romano

La Roma Under 23 non è più soltanto un’ipotesi. Il club giallorosso sta lavorando alla possibilità di creare una seconda squadra che possa rappresentare un passaggio intermedio tra la Primavera e la Prima squadra. Un modello già adottato da altre società italiane leader nel settore giovanile, come Juventus, Inter e Atalanta, e che a Trigoria viene considerato strategico per la crescita dei talenti in casa propria.

A confermare la direzione intrapresa è stato John Galantic, nuovo CEO della Roma, intervenuto al Festival dello Sport di Trento. Nel suo intervento ha indicato nel settore giovanile uno degli elementi sui quali costruire il futuro del club.

Roma Under 23, il progetto per accompagnare i giovani

Uno dei grandi problemi del calcio italiano è rappresentato dal salto tra calcio giovanile e Serie A. Per molti ragazzi, infatti, l’uscita dalla Primavera diventa uno slinging door determinante con due caratteristiche ricorrenti. Non hanno ancora la continuità di minutaggio necessaria per imporsi nella massima serie, e non possono più giocare stabilmente nei campionati giovanili.

Un limbo che ha fatto più vittime tra i giovani talenti di quante non ne abbia fatte la nostalgia del calcio di strada. Una soluzione applicata dai top club mondiali e alcuni italiani a squadra è l’Under 23, consentendo ai giovani di colmare proprio questo gap con il calcio dei grandi. «Ci vogliono più Lulli e più Pisilli», ha spiegato Galantic, indicando due esempi di giovani sui quali la Roma sta puntando.

L’obiettivo sarebbe quindi quello di aumentare il numero di calciatori formati internamente e offrire loro un ambiente competitivo nel quale accumulare esperienza professionistica senza interrompere il percorso di crescita a Trigoria.

Al di là della questione sulle politiche giovanili di incentivo, da non sottovalutare è anche componente economica sulle plusvalenze. I ragazzi che arrivano dal settore giovanile portano plusvalenze record in quanto coincidono col costo del cartellino, senza vincoli di ammortamenti o costi pregressi da dover considerare nella vendita per non incorrere in minusvalenze. Il caso di Romano è emblematico in quanto la Roma, come dichiarato da Gasperini, se n’è privata non già per motivi tecnici ma meramente economici.

Dove potrebbe giocare la seconda squadra

Per rendere operativo il progetto bisognerà innanzitutto individuare una struttura adeguata. Tra le ipotesi c’è il Tre Fontane, che però dovrebbe essere sottoposto ad alcuni interventi per raggiungere i requisiti necessari. Un’altra possibilità è rappresentata dalla Stella Polare di Ostia, impianto utilizzato dall’Ostiamare.

C’è poi la questione economica. Oltre agli investimenti necessari per allestire la struttura, il club dovrebbe sostenere i costi legati alla gestione della squadra, tra stipendi, staff, trasferte e organizzazione. L’eventuale ingresso in Serie C sarebbe inoltre legato alla disponibilità di posti e al pagamento del contributo previsto dalla Lega Pro.

Da Mannini a Cherubini: più controllo sui talenti

Una Roma Under 23 permetterebbe anche di gestire in maniera diversa i numerosi giovani attualmente mandati in prestito. Tra i nomi che potrebbero beneficiare di un simile percorso figurano Mannini, Reale, Cherubini, Seck, Nardin, Zelezny e Litti.

Lo stesso discorso riguarda alcuni elementi della Primavera che si avvicinano al limite d’età. Una seconda squadra permetterebbe loro di continuare a giocare a un livello professionistico senza dover necessariamente cercare una nuova sistemazione.

Il caso che meglio rappresenta il problema è quello di Alessandro Romano, passato al Cagliari e successivamente arrivato in Nazionale. Ma nella storia recente della Roma ci sono altri esempi, come Frattesi, Calafiori e Politano, che hanno trovato lontano da Trigoria la propria consacrazione.

Una nuova strategia per il vivaio della Roma

Il progetto Under 23 si inserisce in una riorganizzazione più ampia del settore giovanile. La società ha affidato a Massimo Margiotta la responsabilità del vivaio e ha contemporaneamente salutato due figure storiche come Bruno Conti e Alberto De Rossi.

La strategia non riguarda soltanto la produzione interna di giocatori. La Roma sta infatti cercando di investire anche su giovani talenti provenienti dall’esterno, come dimostrano gli arrivi di Rodrigo Mora, Koulierakis, Vaz e Castro.

«Non si può vivere di plusvalenze. Non basta, perché prima o poi si sbaglia il mercato», ha sottolineato Galantic, indicando la necessità di costruire una struttura capace di produrre valore nel tempo.

In questo scenario, la Roma Under 23 potrebbe diventare uno degli strumenti principali per trasformare il settore giovanile in un vero serbatoio per la prima squadra, riducendo il rischio di perdere per strada quei talenti che oggi si trovano a metà tra Primavera e Serie A.


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