
La Roma torna in Champions League dopo sette anni e, il giorno dopo la vittoria di Verona, a parlare è soprattutto il gruppo. Non solo il risultato del Bentegodi, il 2-0 contro il Verona che ha chiuso il campionato con i giallorossi al terzo posto, ma il modo in cui la squadra ha raccontato un traguardo vissuto come il punto d’arrivo di una stagione lunga, complicata e sempre tenuta in piedi dalla convinzione interna.
Le parole dei giocatori, da Gianluca Mancini a Mile Svilar, da Nicolò Pisilli a Wesley, restituiscono lo stesso filo: la Roma non ha mai smesso di credere alla qualificazione, anche quando la corsa sembrava più difficile.
Mancini, subito dopo la partita, ha parlato di «emozioni bellissime» e di una squadra capace di mettere davanti a tutto «l’amore per questa maglia». Il difensore ha ricordato le critiche ricevute nel corso degli anni e il peso di una stagione in cui, secondo lui, «in pochi ci credevano oltre a noi». Poi la sintesi del traguardo: «È una vittoria del gruppo. Anche quando ci davano per spacciati ci abbiamo creduto».
Tra i più celebrati dai tifosi c’è stato Mile Svilar, protagonista anche nel racconto della notte di festa a Fiumicino. Il portiere serbo ha definito la qualificazione un obiettivo meritato: «Lo abbiamo meritato, ci rivediamo in Champions».
Svilar ha parlato di un’emozione particolare nel poter giocare la Champions «qui a Roma, dopo sette anni, in un club che dovrebbe sempre esserci». Per il portiere, il percorso non è stato lineare, ma la squadra ha saputo restare dentro la corsa anche nei momenti più difficili.
Il ruolo di Gian Piero Gasperini viene indicato come centrale: «Il mister è stato bravo a gestirci nei momenti meno buoni. Tutti hanno messo un pezzettino per arrivare a questo obiettivo». Svilar ha poi raccontato un passaggio interno allo spogliatoio: poche settimane fa Gasperini avrebbe insistito sulla possibilità di centrare la Champions con una striscia di vittorie. «Ce lo ha ripetuto in continuazione e ci abbiamo creduto», ha detto.
Anche Nicolò Pisilli, a margine della festa dell’Ussi Roma al Circolo Canottieri Aniene, ha insistito sulla continuità del gruppo. «Ci abbiamo creduto tutto l’anno e siamo stati molto costanti», ha spiegato il centrocampista, ricordando come la Roma sia rimasta sempre agganciata alla zona Champions, dentro o fuori dalle prime quattro ma mai davvero lontana.
Pisilli ha poi sottolineato il peso dell’arrivo di Gasperini: «È stato molto importante, ha portato le sue idee e la sua personalità». Secondo il centrocampista, la squadra è stata brava a seguirlo, soprattutto nella seconda parte della stagione, quando i giallorossi sono riusciti a mettere in campo con maggiore chiarezza i suoi concetti.
Sulla stessa linea anche Wesley, che ha parlato di una Champions «meritata» e di una squadra sempre consapevole della propria forza. Per l’esterno brasiliano, il segreto è stato «il lavoro, l’impegno». Arrivato dal Flamengo, Wesley ha raccontato anche il suo ambientamento rapido a Roma e il rapporto con i tifosi: «Sono innamorato di questo posto, anche la mia famiglia».
La qualificazione è diventata festa già nella notte tra domenica e lunedì, quando centinaia di tifosi hanno raggiunto l’aeroporto di Fiumicino per attendere il rientro della squadra da Verona. I primi supporter erano arrivati intorno all’una, nel piazzale davanti al Terminal 5, e il numero è cresciuto fino all’uscita dei giocatori e di Gasperini, poco dopo le 2.20.
Cori, slogan e richieste di selfie hanno accompagnato il passaggio della squadra verso il bus diretto a Trigoria. I giocatori, stanchi ma sorridenti, si sono fermati con i tifosi. Svilar, in particolare, è stato accolto da un bagno di folla.
Per la Roma il ritorno in Champions League non è solo un risultato sportivo: arriva alla vigilia della stagione del centenario del club e chiude un’attesa lunga sette anni. Nelle parole dei giocatori, però, il dato più forte resta un altro: la convinzione di aver costruito il traguardo dentro lo spogliatoio, giorno dopo giorno, anche quando la qualificazione sembrava meno vicina.
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