
Ponte Settimia Spizzichino (Foto Turismo Roma)
Roma amplia la mappa del proprio patrimonio architettonico con l'ingresso di 677 villini storici e 72 opere contemporanee nella Carta per la qualità del Piano regolatore generale. La delibera, approvata il 22 ottobre dall'Assemblea Capitolina, aggiorna lo strumento che individua gli edifici e gli spazi di valore storico, architettonico e urbano da considerare negli interventi di conservazione, recupero e trasformazione.
Il provvedimento completa il censimento dei villini costruiti tra la fine dell'Ottocento e la Seconda guerra mondiale, avviato nel 2022, individuando anche 13 nuovi tessuti urbani e ampliandone uno già esistente.
Il maggior numero di nuovi immobili inseriti nella Carta si concentra a Montesacro, con 331 villini, e tra Parioli e Nomentano, con 238. Seguono il Municipio I con 58 edifici, il Tuscolano con 32, il Municipio XII e Ostia Lido con nove ciascuno.
L'aggiornamento riconosce non soltanto il pregio architettonico dei singoli edifici, ma anche il valore urbano dei complessi residenziali che hanno caratterizzato l'espansione della Capitale. La delibera introduce inoltre nuovi criteri per la conservazione e trasformazione dei villini storici e prevede lo stralcio dalla Carta di 466 edifici di edilizia speciale e 30 elementi di archeologia industriale.
La revisione riguarda anche il patrimonio più recente. Tra le 72 opere e complessi architettonici inseriti figurano il Maxxi, la Nuvola, la stazione dell'Alta velocità Roma Tiburtina, la fermata San Giovanni della Metro C, il Ponte Settimia Spizzichino e il nuovo ingresso della Domus Aurea.
La mappa comprende anche interventi nelle periferie, tra cui la Biblioteca della Collina della Pace, il Parco Peppino Impastato, le case ATER e sperimentali di Ponte di Nona, il Centro culturale Elsa Morante e gli interventi di recupero urbano di Corviale.
«Con questa delibera completiamo il lavoro di aggiornamento della Carta per la qualità avviato nel 2024», ha dichiarato l'assessore capitolino all'Urbanistica Maurizio Veloccia, sottolineando l'obiettivo di tutelare l'identità storica dei quartieri e favorire la riconversione degli immobili che hanno perso le caratteristiche necessarie alla tutela.
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