Roma, 9 ottobre 2026
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Roma, 25 anni di World Friends: oltre un milione e mezzo di pazienti assistiti nell’ospedale di Nairobi

All’Auditorium Cu.Bo il convegno «La salute non ha confini. La sfida delle disuguaglianze globali»: al centro il diritto alle cure, la salute materno-infantile e la cooperazione internazionale. Presentati anche un docu-film, una mostra fotografica e un libro celebrativo

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Roma, 25 anni di World Friends: oltre un milione e mezzo di pazienti assistiti nell’ospedale di Nairobi

Ridurre le disuguaglianze nell’accesso alla salute, rafforzare i sistemi sanitari locali e garantire il diritto alle cure soprattutto alle comunità più vulnerabili. È la sfida al centro del convegno «La salute non ha confini. La sfida delle disuguaglianze globali», organizzato a Roma da World Friends Ets e dall’Università Campus Bio-Medico in occasione dei 25 anni dalla fondazione dell’associazione. L’incontro si è svolto all’Auditorium Cu.Bo, riunendo rappresentanti del mondo accademico e della cooperazione internazionale per fare il punto sulle principali emergenze della salute globale. Dalla povertà multidimensionale alla salute materno-infantile, dalla disabilità alle malattie neglette, fino alle conseguenze dei cambiamenti climatici: temi diversi, legati dalla necessità di rendere le cure più accessibili e di intervenire direttamente nei territori dove le disuguaglianze sono più profonde.

Dal Kenya all’Italia, 25 anni di attività sul campo

Il convegno è stato anche l’occasione per ripercorrere il lavoro svolto da World Friends in un quarto di secolo, tra Kenya e Italia. Tra i risultati più significativi c’è l’attività del Ruaraka Uhai Neema Hospital di Nairobi, che ha assistito oltre un milione e mezzo di pazienti e contribuito alla formazione di più di 26mila operatori sanitari. Un percorso nato nelle baraccopoli della capitale kenyota e costruito sulla presenza diretta nelle comunità. «World Friends è nata a Nairobi, nelle baraccopoli, con la scelta di essere realmente presenti lì dove si agisce», ha sottolineato la presidente dell’associazione, Silvana Merico. Salute e formazione sono stati, ha ricordato, i due pilastri dell’attività dell’organizzazione. Un impegno che, dopo 25 anni, guarda al futuro senza perdere di vista le ragioni originarie: «Siamo orgogliosi di questo traguardo, ma la responsabilità oggi è ancora maggiore, perché ciò che è stato creato è prezioso e deve continuare a crescere». Merico ha richiamato anche le difficoltà del contesto internazionale, nel quale, ha osservato, è sempre più complicato parlare di diritti, uguaglianza e solidarietà. «Non possiamo smettere di fare quello che facciamo: fa parte del nostro essere umani», ha aggiunto.

Università e cooperazione per ridurre le disuguaglianze

Il ruolo della ricerca e della formazione è stato evidenziato anche da Leandro Pecchia, prorettore alla ricerca dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. «L’impegno dell’ateneo per ridurre le disuguaglianze globali, soprattutto nel campo della salute, è parte del nostro Dna e negli anni è cresciuto esponenzialmente», ha dichiarato. La collaborazione con World Friends rappresenta una delle espressioni di questo percorso, insieme alle attività di ricerca e didattica e ai rapporti con l’Organizzazione mondiale della sanità, le agenzie delle Nazioni Unite e numerose università in Africa e America Latina. Sul valore dei partenariati internazionali si è soffermato anche Marco Riccardo Rusconi, direttore dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo. «Ridurre le disuguaglianze nella salute significa rafforzare i sistemi sanitari e le competenze locali, investire nella prevenzione e garantire che i servizi raggiungano davvero le persone più vulnerabili, a partire dalle donne», ha affermato. L’obiettivo, ha sottolineato, è sostenere collaborazioni radicate nelle comunità, capaci di produrre risultati concreti e duraturi.

Un docu-film e una mostra per raccontare le storie delle persone

Nel corso della giornata sono stati presentati anche diversi progetti dedicati ai 25 anni dell’associazione. Tra questi il docu-film To Be Human, che racconta le storie delle persone e degli operatori incontrati da World Friends tra Kenya e Italia, una mostra fotografica firmata da Giacomo Gandossi e un libro celebrativo dedicato al percorso dell’organizzazione. Il convegno si è concluso con uno sguardo alle prospettive future della salute globale e al ruolo della cooperazione internazionale nella costruzione di sistemi sanitari più equi e accessibili. Una sfida che, a 25 anni dalla nascita di World Friends, resta legata alla possibilità di raggiungere chi vive nelle condizioni di maggiore vulnerabilità e trasformare il diritto alla salute in un accesso concreto alle cure.

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