
Un’intera giornata di controlli, con interventi concentrati nelle aree considerate centrali per il mercato della droga. È il bilancio dell’operazione condotta ieri dai Carabinieri della Compagnia Roma Casilina al Quarticciolo, nella periferia est della Capitale. L’attività, durata circa 12 ore, ha portato a 11 arresti e al sequestro di circa mille dosi di crack e cocaina.
L’intervento rientra nei servizi di controllo del territorio destinati a contrastare lo spaccio di stupefacenti e i fenomeni di microcriminalità diffusa, secondo le strategie condivise in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e indicate dal prefetto di Roma, Lamberto Giannini.
I militari hanno organizzato una serie di operazioni consecutive, chiudendo progressivamente le vie di accesso alle principali piazze di spaccio con una manovra definita «a tenaglia». L’obiettivo era controllare gli spostamenti nell’area e individuare sia le persone sospettate di vendere sostanze sia i punti utilizzati per nascondere le dosi.
Durante le verifiche, i Carabinieri hanno individuato diversi nascondigli ricavati negli spazi pubblici e nelle aree condivise degli edifici. Le sostanze destinate, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, alla vendita al dettaglio venivano occultate in vani dei contatori, buche nel terreno, tombini degli impianti di illuminazione e zone verdi.
Tra le persone arrestate in flagranza figurano uomini e donne di età compresa tra 19 e 46 anni, trovati in circostanze differenti. In alcuni casi i militari avrebbero recuperato dosi di crack, in altri cocaina o hashish. Un intervento ha riguardato una donna di 42 anni, che sarebbe stata fermata subito dopo una cessione di crack: l’acquirente è stato segnalato alla Prefettura.
Nel corso delle attività sono stati inoltre controllati soggetti già sottoposti a misure giudiziarie, tra cui obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, obblighi di firma e divieti di dimora. Gli arresti, secondo quanto riferito dai Carabinieri, hanno interessato persone con situazioni diverse e sono scaturiti da distinti episodi accertati durante il servizio.
Oltre agli interventi legati direttamente allo spaccio, i militari hanno dato esecuzione a un ordine di carcerazione nei confronti di un uomo romano di 29 anni, già agli arresti domiciliari. Il provvedimento, emesso dalla Procura generale della Repubblica di Roma, prevede l’espiazione di una pena residua di cinque anni e tre mesi di reclusione.
Parallelamente ai controlli antidroga, è proseguito il lavoro per il recupero degli spazi comuni del quartiere, realizzato in collaborazione con Ater Roma. Gli interventi hanno riguardato la rimozione di numerose scritte presenti sulle facciate degli edifici popolari, sui muretti di recinzione e nelle aree condivise vicine alle piazze di spaccio.
Secondo quanto comunicato, alcuni graffiti contenevano espressioni fortemente offensive ed erano realizzati sia in italiano sia in arabo. L’attività punta a restituire maggiore cura agli spazi condominiali e alle aree pubbliche interessate.
Resta fermo il principio della presunzione di innocenza: le persone indagate sono da considerarsi innocenti fino a un eventuale accertamento definitivo delle responsabilità con sentenza irrevocabile.
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