Roma, 28 gennaio 2026
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Qual è il futuro delle edicole?

Dalla presentazione del rapporto «Le edicole del futuro, il futuro delle edicole» alle misure del Governo: dati, dichiarazioni e scenari su un presidio essenziale dell’informazione e della democrazia

di Edoardo IacolucciULTIMO AGGIORNAMENTO 1 giorni fa - TEMPO DI LETTURA 2'

La crisi delle edicole, il sostegno pubblico all’informazione e l’equilibrio tra carta e digitale sono i nodi centrali emersi durante la presentazione del rapporto «Le edicole del futuro, il futuro delle edicole», promosso dall’Associazione Stampa Romana e da DataMediaHub. L’incontro si è svolto a Roma, in via in Lucina, alla presenza del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini

Il ruolo delle edicole come presidio democratico

«Il sostegno all’informazione è un sostegno alla libertà democratica: non può avere colore politico», ha affermato il sottosegetario Barachini, puntando il faro sulla necessità di un impegno socio-politico trasversale.

La crisi delle edicole si inserisce in un contesto più ampio che coinvolge l’intera filiera editoriale, con effetti evidenti soprattutto nelle aree fragili e nei territori colpiti dal sisma, dove in molti casi i punti vendita sono scomparsi.

Gli interventi del Governo e le prospettive per il 2026

Nel 2025 il Governo ha stanziato 17 milioni di euro a sostegno del comparto. «Abbiamo intenzione anche nel 2026 di mettere in campo un sostegno mirato per la filiera delle edicole», ha spiegato il sottosegretario, sottolineando l’importanza di mantenerle aperte nei centri urbani e la domenica, «un giorno fondamentale per avvicinarsi al giornale e ritrovare il gusto dell’approfondimento».

Accessibilità e lettori anziani

Un tema centrale riguarda l’accesso ai giornali per le fasce più anziane della popolazione. Barachini ha ricordato che «i lettori più attenti sono le persone che hanno più di 55 anni», spesso legate alla carta ma con crescenti difficoltà negli spostamenti. Da qui l’invito a favorire accordi tra edicolanti ed editori per la consegna dei quotidiani, soprattutto a chi ha «interesse, passazione e tempo» per la lettura.

Digitale e carta: un equilibrio necessario

La digitalizzazione, ha ribadito il sottosegretario, è un processo naturale e sostenuto anche da investimenti pubblici per la modernizzazione di giornali, radio e tv locali. Tuttavia «i dati di oggi ci dicono che la digitalizzazione non basta»: i ricavi digitali non compensano il calo di quelli tradizionali. «Bisogna mantenere in equilibrio entrambi i settori», ha concluso.

I numeri della crisi e il lavoro degli edicolanti

Negli ultimi vent’anni i punti vendita editoriali sono passati da 35 mila a 20 mila, con un crollo del fatturato del 76% rispetto al 2005. Il reddito medio degli edicolanti, a fronte di orari molto estesi, resta inferiore ai mille euro mensili. Una fotografia che alimenta la cosiddetta «desertificazione delle edicole» e pone interrogativi urgenti sul futuro del settore.

Roma e Lazio: i numeri del territorio

Nel Lazio, su 361 comuni, 212 non hanno un’edicola “pura”, pari al 58,72%, un dato che fotografa una criticità strutturale pur non essendo il peggiore a livello nazionale. A Roma, secondo il Campidoglio, dalle 1.200 edicole di un tempo ne restano 400/500, con 54 su 100 a rischio chiusura nel centro storico per vincoli di decoro, Codice della Strada e applicazione della direttiva Bolkestein. «Stiamo riorganizzando il Piano del Commercio per garantire compatibilità e salvaguardia delle postazioni» ha spiegato Yuri Trombetti, presidente della Commissione Patrimonio. Nathalie Naim, consigliera e presidente della Commissione Bilancio del I municipio, ha denunciato la trasformazione di molte edicole in chioschi turistici: «Più dell’80% sta cambiando fisionomia». Dalla Regione, Claudio Marotta, presidente della Commissione Vigilanza capitolina sul pluralismo dell'informazione del Lazio, ha richiamato il valore democratico della rete: «Le edicole sono un anello fondamentale per il pluralismo: senza edicole, non c’è democrazia», ponendo l'accento sulle chiusure nelle aree interne e terremotate come Amatrice e Leonessa.

Un impegno che guarda anche all’Europa

Infine, il sottosegretario Barachini ha richiamato la necessità di superare i confini nazionali e trovare una visione condivisa in Europa per affrontare la sfida: «Altrimenti i sistemi editoriali nazionali faticheranno sempre di più - ha avvertito - senza edicole e informazione diffusa la democrazia rischia di indebolirsi».

In seguito, sempre nella giornata di oggi, alle ore 14.30, l’Ufficio di presidenza della Commissione Finanze del Senato ha svolto le audizioni di Sinagi, Fenagi e Snag sul Ddl di sostegno alle edicole.

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