
Una composizione di Ennio Morricone mai eseguita prima in pubblico, con la voce registrata di Pier Paolo Pasolini, e una nuova opera commissionata alla compositrice canadese Sarah Davachi. Il PMCE – Parco della Musica Contemporanea Ensemble, formazione prodotta dalla Fondazione Musica per Roma e diretta da Tonino Battista, arriva alla Biennale Musica di Venezia con un programma che attraversa oltre tre secoli di musica.
L’appuntamento è per venerdì 16 ottobre alle 21 al Teatro Goldoni, nell’ambito del 70esimo Festival Internazionale di Musica Contemporanea.
Sul palco, insieme al PMCE, ci saranno il coro Academia Alma Vox diretto da Alberto De Sanctis e i solisti Fabio Bagnoli all’oboe, Marco Rogliano al violino e Sarah Davachi all’organo.
Uno dei punti centrali del concerto sarà Musica per una fine di Ennio Morricone, lavoro composto nel 1998 per coro, orchestra e nastro magnetico.
La partitura incorpora una registrazione della voce di Pier Paolo Pasolini mentre recita Gli italiani, testo affidato dal poeta allo stesso Morricone.
La Biennale presenta quella del Teatro Goldoni come la prima esecuzione pubblica dell’opera, dopo che nel novembre 2025 era stata resa disponibile una prima registrazione del brano.
Il rapporto con Pasolini attraversa anche idealmente il resto del programma. Per il poeta e regista, infatti, la musica di Johann Sebastian Bach rappresentava una delle massime espressioni della creatività artistica, capace di tenere insieme rigore formale e sofferenza umana.
Il concerto si apre proprio con Bach.
In programma ci sono Mache dich, mein Herze, rein, nella versione indicata dalla Biennale per corno inglese e archi, ed Erbarme dich, mein Gott per oboe d’amore, violino solo e archi, entrambi tratti dalla Passione secondo Matteo.
Segue la Fuga (ricercata) a sei voci dall’Offerta musicale, nella celebre orchestrazione di Anton Webern.
Il lavoro di Webern distribuisce le linee del complesso contrappunto bachiano tra i diversi strumenti dell’orchestra, trasformando continuamente timbri e colori senza modificare la struttura originaria.
Il programma costruisce così un percorso tra epoche molto distanti, mettendo in relazione Bach, la rilettura novecentesca di Webern, Morricone e la ricerca contemporanea di Davachi.
A chiudere la serata sarà “Chanters”, nuova composizione di Sarah Davachi per organo, coro da camera e orchestra, della durata di circa 20 minuti.
L’opera è stata commissionata dalla Biennale di Venezia e sarà presentata al Teatro Goldoni in prima esecuzione assoluta.
Davachi, compositrice e organista canadese attiva nella musica sperimentale ed elettroacustica, è stata scelta come Leone d’Argento della Biennale Musica 2026.
Chanters prende liberamente le mosse da A chantar m’er de so qu’ieu non volria, canto medievale attribuito alla Comtessa de Dia, trobairitz occitana vissuta tra il XII e il XIII secolo.
La composizione indaga il rapporto tra sviluppo melodico e struttura armonica, lavorando sull’incontro tra modalità di ascolto che la stessa Biennale definisce «verticali» e «orizzontali».
Davachi tornerà poi alla Biennale il 18 ottobre, questa volta in veste solistica, con un concerto per organo da camera al Teatro Piccolo Arsenale.
Il Parco della Musica Contemporanea Ensemble è una formazione ad assetto variabile sviluppata all’interno delle stagioni di musica contemporanea della Fondazione Musica per Roma.
Diretto da Tonino Battista, riunisce musicisti provenienti dalla scena contemporanea europea e può assumere configurazioni differenti, dal gruppo cameristico al large ensemble.
La partecipazione alla Biennale porta così fuori Roma una delle formazioni nate attorno alla programmazione dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, questa volta chiamata a confrontarsi con Bach e Webern e con due lavori contemporanei che mettono al centro, in modi diversi, voce, memoria e ascolto.
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