Roma, 16 ottobre 2026
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Picchia la fidanzata e le frattura il volto, poi la perseguita: arrestato a Ladispoli

La relazione sarebbe stata segnata da anni di violenze fisiche e psicologiche. Dopo la rottura, l’uomo avrebbe iniziato a pedinare la ventenne e a minacciare di morte lei e il nuovo compagno. Per il 28enne sono stati disposti gli arresti domiciliari

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Picchia la fidanzata e le frattura il volto, poi la perseguita: arrestato a Ladispoli

Un pugno al volto che le ha provocato una frattura così grave da richiedere un intervento chirurgico, poi le minacce, i pedinamenti e le telefonate intimidatorie anche dopo la fine della relazione. È la vicenda di una ragazza di 20 anni che ha denunciato l’ex compagno, un uomo di 28 anni residente a Castelnuovo di Porto, ora agli arresti domiciliari con l’accusa di atti persecutori, lesioni aggravate e minacce gravi. La vicenda è emersa dopo la denuncia presentata dalla giovane all’inizio di settembre. Le indagini, avviate dai carabinieri di Ladispoli, avrebbero ricostruito una storia di violenze iniziata nel 2022, durante la convivenza, e proseguita anche dopo la separazione.

L’aggressione e la frattura al volto

Tra gli episodi più gravi contestati al 28enne c’è un’aggressione avvenuta nel febbraio 2025, durante una lite in casa. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe afferrato la ragazza per il collo, stringendolo fino a farle mancare il respiro. Poi l’avrebbe presa per i capelli, sbattendole la testa contro il pavimento e colpendola con un pugno al volto. Le conseguenze furono serie: la ventenne riportò una frattura scomposta del pavimento oculare, una lesione che rese necessario un delicato intervento chirurgico. Secondo gli accertamenti, durante la relazione la giovane avrebbe subito anche altre forme di violenza psicologica e fisica, mai denunciate in precedenza. Gli episodi sarebbero stati spesso accompagnati dall’abuso di alcol e sostanze stupefacenti da parte dell’uomo.

Dopo la separazione appostamenti e minacce di morte

Con la fine della relazione, le condotte persecutorie non si sarebbero fermate. L’uomo avrebbe continuato a cercare l’ex compagna attraverso appostamenti, pedinamenti e riprese video non autorizzate, arrivando anche a insultarla e sputarle addosso in pubblico. La situazione sarebbe ulteriormente peggiorata nell’agosto 2026, quando il ventottenne avrebbe saputo che la ragazza aveva iniziato una nuova relazione. Da quel momento, secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe tempestato di telefonate e messaggi intimidatori sia l’ex compagna sia il nuovo fidanzato. Tra le frasi che gli vengono attribuite, anche minacce esplicite: «Ho un esercito dietro di me» e «Fai una brutta fine».

Disposti gli arresti domiciliari

Dopo aver raccolto gli elementi sulla vicenda, i carabinieri hanno trasmesso gli esiti degli accertamenti alla Procura di Civitavecchia. Il giudice per le indagini preliminari ha quindi disposto gli arresti domiciliari per il ventottenne, che è stato rintracciato nella sua abitazione a Castelnuovo di Porto. Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. L’uomo è pertanto da considerarsi presunto innocente fino a un’eventuale condanna definitiva.

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