
Elly Schlein si candida alle primarie del centrosinistra e resta alla guida del Partito democratico fino alle prossime elezioni politiche. È il doppio risultato dell’assemblea nazionale dem, riunita domenica 18 ottobre alla Nuvola di Roma, che ha approvato un ordine del giorno a sostegno della candidatura della segretaria alla guida della coalizione progressista e modificato lo statuto per prolungarne il mandato, in scadenza a marzo. L’ordine del giorno sulla candidatura alle primarie è passato con 578 voti favorevoli, tre contrari e 26 astenuti. La modifica dello statuto, invece, è stata approvata per alzata di mano all’unanimità dai presenti in sala, mentre nel voto da remoto si sono registrati un contrario e un astenuto. La modifica rinvia il congresso del Pd a dopo le elezioni politiche, consentendo a Schlein di proseguire il suo incarico senza una nuova fase congressuale prima del voto.
La segretaria ha chiarito la propria disponibilità a correre per la guida del centrosinistra nel corso della relazione all’assemblea. «Sono pronta a guidare questa comunità e a guidarla come candidata alla presidenza del Consiglio con o senza primarie», ha dichiarato Schlein, ribadendo la volontà di partecipare alla costruzione dell’alternativa al governo. La leader dem ha difeso anche il percorso delle primarie, dicendosi pronta ad affrontare una consultazione aperta per scegliere il candidato alla presidenza del Consiglio. «Va bene anche fare le primarie, non abbiamo paura della democrazia e del voto. Se le facciamo le faremo come grande festa popolare, di certo non ne abbiamo paura», ha affermato. La segretaria ha però indicato una priorità politica: prima la definizione del programma comune, poi la scelta della leadership. «Prima il programma comune e poi ci occupiamo della guida, perché chi guida deve guidare tutta l’alleanza progressista e non solo il suo partito», ha spiegato, sottolineando la necessità di costruire un progetto condiviso tra le forze della coalizione.
La modifica dello statuto rappresenta un passaggio importante per gli equilibri interni del Pd. Il mandato di Schlein sarebbe scaduto a marzo, ma la decisione dell’assemblea consente alla segretaria di restare in carica fino a dopo le elezioni politiche, quando sarà possibile aprire una nuova fase congressuale. «È la prima volta che una segretaria del Pd finisce il suo mandato ed è il motivo per cui siamo qui, per votare e consentirci di fare l’ultimo miglio insieme. Ma è una buona notizia, non è mai successo», ha detto Schlein, rivendicando il percorso compiuto alla guida del partito. Nel suo intervento ha anche richiamato le caratteristiche personali che, a suo giudizio, hanno segnato il suo percorso politico: «Io porto le mie aggravanti personali: sono una donna, ho 40 anni, sono libera e non proprio conforme a tutti gli standard».
Nel corso dell’assemblea, Schlein ha insistito sulla necessità di mantenere il Partito democratico autonomo nelle proprie decisioni e legato alla sua base elettorale. «Siamo qui a fare esattamente quello che la nostra gente si aspetta da noi: un Pd libero, autonomo e che risponde solo alla base elettorale, se qualcuno non lo accetta se ne facesse una ragione», ha dichiarato. La giornata alla Nuvola segna così un doppio passaggio per il Pd: da una parte, la conferma della segretaria fino alle prossime politiche; dall’altra, l’avvio formale del percorso che potrebbe portarla a competere alle primarie del centrosinistra per la candidatura a Palazzo Chigi. Resta ora da definire il programma della coalizione e, soprattutto, quali saranno le modalità e i tempi dell’eventuale consultazione. Schlein ha ribadito di non temere il confronto con gli alleati, ma ha posto l’accento sulla necessità che la scelta del candidato arrivi dopo un’intesa sui contenuti e sulla direzione politica comune.
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