
Papa Leone XIV ha trascorso una notte tranquilla al policlinico Gemelli dopo l’intervento chirurgico per l’asportazione di un adenocarcinoma polmonare. Il pontefice è ricoverato al decimo piano dell’ospedale romano, dove ieri (martedì 13 ottobre) è stato operato con una tecnica videoassistita che ha consentito di rimuovere il lobo inferiore del polmone destro. L’intervento, durato circa 90 minuti all’interno di una permanenza in sala operatoria di circa tre ore, si è concluso senza complicazioni. A confermarlo è stato il bollettino diffuso dalla Santa Sede, secondo cui l’esame istologico effettuato durante l’operazione ha confermato la diagnosi già ipotizzata sulla base degli accertamenti precedenti. Il papa si è svegliato regolarmente ed è rientrato nella propria stanza dopo un breve periodo di osservazione. Nella giornata di oggi (mercoledì 14 ottobre) sono previsti ulteriori esami postoperatori, che contribuiranno a valutare l’evoluzione del recupero. Le udienze papali sono state annullate fino al 20 ottobre per consentire al pontefice di riposare e affrontare la convalescenza. Al momento non sono state fornite indicazioni su eventuali terapie successive.
Tra gli interrogativi aperti c’è quello relativo al viaggio apostolico in Sudamerica, programmato dal 6 al 17 novembre tra Uruguay, Argentina e Perù. Un appuntamento particolarmente atteso da Leone XIV, che prevede numerose tappe, celebrazioni e incontri, compreso il ritorno nella diocesi peruviana di Chiclayo, dove Prevost è stato vescovo, e un momento dedicato ai popoli indigeni nell’Amazzonia peruviana. A spiegare le possibili conseguenze dell’intervento sul programma è Claudio Micheletto, direttore dell’unità operativa complessa di Pneumologia dell’azienda ospedaliera universitaria di Verona e componente del direttivo dell’Associazione italiana pneumologi ospedalieri, che ha parlato all’Adnkronos Salute. «È difficile rispondere adesso», premette lo specialista, ricordando che, in assenza di complicazioni, il recupero può essere relativamente rapido. Tuttavia, il viaggio previsto per il Pontefice comporta lunghe ore in aereo e diversi spostamenti interni, una serie di impegni che potrebbe risultare impegnativa a poche settimane da un intervento chirurgico. «In linea di principio, se non ci sono complicanze e se tutto va bene, sarebbe anche nella tempistica per poterlo fare. Alla partenza mancherebbero una ventina di giorni, anche se francamente mi sembrano un po’ pochi per affrontare un viaggio del genere», osserva Micheletto. L’esperto precisa che, dopo circa venti giorni, una persona può tornare a camminare e a svolgere le normali attività quotidiane, ma affrontare un viaggio aereo molto lungo richiede uno sforzo diverso. Anche l’asportazione del lobo inferiore destro comporta una riduzione della capacità respiratoria, sebbene gli altri due lobi del polmone destro possano compensare in parte la perdita. Per il momento, dunque, non ci sono decisioni ufficiali su un eventuale rinvio. In Perù, l’arcidiocesi di Lima ha invitato a evitare speculazioni, sottolineando che la visita resta confermata e che occorrerà attendere l’evoluzione delle condizioni del Pontefice. Anche in Uruguay i preparativi proseguono: il cardinale Daniel Sturla ha però riconosciuto la possibilità che il viaggio venga posticipato, qualora i medici ritenessero necessario altro tempo per il recupero.
Mentre Leone XIV affronta le prime ore della convalescenza, dal mondo arrivano messaggi di vicinanza e auguri di pronta guarigione. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha espresso i propri auguri al Pontefice con un messaggio pubblicato su X, definendo la sua serenità e la sua forza una fonte d’ispirazione e auspicando una «piena e pronta guarigione». Anche il governo cileno, guidato dal presidente José Antonio Kast, ha augurato al Papa una «pronta e completa guarigione». In una nota del ministero degli Esteri, Santiago ha ricordato i legami storici tra il Cile e la Santa Sede, assicurando vicinanza al Pontefice e alla comunità cattolica. Dal Messico è arrivato invece l’appello della Conferenza episcopale, che ha invitato parrocchie, sacerdoti, famiglie e fedeli a pregare per la salute del Santo Padre, affidandolo all’intercessione della Vergine di Guadalupe. In Perù, dove la notizia della diagnosi ha suscitato forte preoccupazione in vista della visita di novembre, l’arcidiocesi di Lima ha espresso la propria vicinanza, ribadendo che la priorità resta la salute del Pontefice. Un messaggio è arrivato anche dalla Colombia, dove l’ex presidente Gustavo Petro ha augurato a Leone XIV una pronta guarigione, richiamando la figura di san Francesco d’Assisi e l’importanza di mettere gli ultimi al centro della società. Negli Stati Uniti, il segretario di Stato Marco Rubio ha fatto sapere di aver pregato insieme alla moglie Jeanette per la salute del Papa, auspicando che il Signore gli dia forza e che lo Spirito Santo guidi il personale medico che lo sta assistendo. La vicinanza al Pontefice è arrivata anche da realtà religiose non cattoliche. L’Unione Buddhista Italiana, attraverso il presidente Filippo Scianna, ha espresso «sincera vicinanza» a Leone XIV, augurandogli una pronta guarigione e sottolineando il valore del dialogo, della pace e della fraternità tra i popoli. Per il momento, l’attenzione resta concentrata sull’evoluzione del decorso postoperatorio. Saranno gli aggiornamenti della Santa Sede e le valutazioni dell’équipe medica a chiarire i tempi della ripresa e le eventuali conseguenze sull’agenda del Pontefice, a partire dal viaggio apostolico in Sudamerica.
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