
Prenotazioni online, camere singole e check-in automatico. Dietro la vetrina digitale di due strutture ricettive nel quartiere Ostiense, però, l’attività veniva svolta con modalità diverse da quelle consentite dalle autorizzazioni. Gli accertamenti della Polizia di Stato hanno portato alla chiusura di due residence abusivi, riconducibili a una donna romana di 63 anni e a un uomo di 37 anni. Per entrambi, il Questore di Roma ha disposto la cessazione immediata dell’attività. Le indagini sono state condotte dagli agenti della Divisione Polizia Amministrativa della Questura, dopo una segnalazione relativa alle modalità di identificazione degli ospiti e al rilascio della documentazione fiscale. Gli approfondimenti hanno permesso di ricostruire il funzionamento delle due strutture, pubblicizzate sulle piattaforme di prenotazione come residence, hotel o bed and breakfast. Il problema è emerso dal confronto tra le autorizzazioni dichiarate e l’effettiva organizzazione dell’ospitalità. I titoli in possesso dei gestori riguardavano infatti la locazione turistica di interi appartamenti, mentre nella pratica le camere venivano proposte e affittate singolarmente, con modalità riconducibili all’attività di affittacamere.
A confermare il quadro ricostruito dagli investigatori sono state le testimonianze degli stessi ospiti, identificati durante i controlli. In uno degli appartamenti, al primo piano, tre giovani turiste avevano prenotato una stanza attraverso una piattaforma online. Nell’altra unità immobiliare, invece, una madre e sua figlia si erano ritrovate a condividere gli spazi con altre viaggiatrici sconosciute, ciascuna sistemata in una camera diversa. Anche il sistema di accoglienza risultava organizzato in modo da non prevedere un contatto diretto con i gestori: l’intero check-in era affidato a una procedura automatizzata, con le chiavi custodite in apposite key box collocate all’esterno delle singole stanze.
Tra le irregolarità riscontrate anche la capacità ricettiva effettiva degli appartamenti. Entrambe le unità immobiliari erano state suddivise in quattro camere, anziché nelle tre previste, superando così il limite di sei posti letto consentito per ciascun appartamento. Una situazione che, insieme alla formula di affitto delle singole stanze e alle modalità di accoglienza, ha portato gli investigatori a contestare l’esercizio di attività ricettive senza le necessarie autorizzazioni.
Per i due gestori è quindi scattato il provvedimento di cessazione immediata delle rispettive attività, disposto dal Questore ai sensi dell’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tulps). Lo stop resterà in vigore fino all’eventuale ottenimento delle autorizzazioni necessarie per esercitare regolarmente l’attività ricettiva. Le strutture, che continuavano a raccogliere prenotazioni attraverso le piattaforme online, non potranno quindi riprendere l’attività nelle modalità contestate senza aver prima regolarizzato la propria posizione.
La Capitale, il nuovo giornale online di Roma
La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024
DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi