
Natale Hjorth bendato
Si è espressa in via definitiva la Corte di Cassazione sulla vicenda giudiziaria che ha visto coinvolto Silvio Pellegrini, il carabiniere finito sotto processo per aver scattato e diffuso la celebre foto di Gabriel Natale Hjorth bendato all'interno della caserma di via in Selci.
La Suprema Corte ha confermato la sentenza della Corte d'Appello capitolina, rendendo definitiva la condanna a cinque mesi di reclusione per il reato di rivelazione e utilizzazione di segreti d'ufficio.
I fatti risalgono al luglio del 2019, nei giorni convulsi seguiti all'omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega. Nello scatto, immortale e destinato a fare il giro dei media, Natale Hjorth compariva seduto davanti a una scrivania all'interno degli uffici della caserma: ammanettato con le mani dietro la schiena, circondato da militari in divisa e con una benda a coprirgli gli occhi.
L'immagine, destinata a rimanere confidenziale nell'ambito degli atti d'indagine, era stata invece rapidamente condivisa all'interno di una chat di gruppo su WhatsApp. L'episodio, emerso nel corso di accertamenti collaterali rispetto al delitto del vicebrigadiere, era stato immediatamente stigmatizzato dai vertici dell'Arma e dalle istituzioni, che lo avevano definito sin da subito inaccettabile. Nel corso dei diversi gradi di giudizio, la posizione di Pellegrini è stata ridimensionata: la Corte d'Appello di Roma aveva precedentemente ridotto la pena originaria da un anno a cinque mesi, un verdetto ora blindato dal pronunciamento definitivo della Cassazione.
La vicenda della benda si inserisce nel quadro drammatico dell'omicidio di Mario Cerciello Rega, ucciso a coltellate nel luglio del 2019 da due giovani americani in vacanza a Roma, Elder Finnegan Lee e lo stesso Gabriel Natale Hjorth. I due imputati si erano a lungo difesi sostenendo di non aver compreso la qualifica delle persone che avevano di fronte e di aver agito in stato di paura.
Nel frattempo anche il procedimento principale legato all'omicidio è giunto a una conclusione definitiva. Elder Finnegan Lee è stato condannato in via definitiva a 15 anni e due mesi di reclusione per omicidio. Parallelamente, Gabriel Natale Hjorth, il giovane ritratto nello scatto in caserma, ha visto dichiarato inammissibile il proprio ricorso dalla prima sezione penale della Cassazione, con una condanna definitiva fissata a 10 anni, 11 mesi e 25 giorni per concorso anomalo in omicidio.
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