
Patente a 17 anni, possibilità di superare a destra sulle autostrade a tre corsie, nuove regole per motociclisti e cicli a propulsione e una stretta sui veicoli senza assicurazione. Sono alcune delle novità allo studio per la revisione del Codice della strada, sulle quali il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha aperto il confronto con operatori e associazioni di settore.
Il MIT ha inviato i materiali di lavoro a oltre cento soggetti coinvolti nella consultazione promossa dal ministro Matteo Salvini. Si tratta quindi, al momento, di proposte sulle quali è ancora aperto il confronto e che non sono entrate in vigore.
Tra le ipotesi principali c'è l'abbassamento a 17 anni dell'età per il conseguimento delle patenti B e C, tema già affrontato nella prima fase della consultazione avviata dal MIT a luglio.
Novità potrebbero arrivare anche in autostrada. Per i motociclisti si valuta la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza in presenza di incidenti o forti rallentamenti, lasciando comunque priorità e spazio ai mezzi di soccorso.
Allo studio anche la circolazione per file parallele sulle autostrade e superstrade a tre corsie. La modifica consentirebbe, in determinate condizioni, di superare un altro veicolo sulla destra.
Per i cicli a propulsione, utilizzati anche nel settore delle consegne a domicilio, il ministero valuta invece l'introduzione dell'obbligo di casco e contrassegno.
Un altro capitolo riguarda i veicoli privi di copertura assicurativa. Il MIT propone di rafforzare i controlli attraverso le banche dati della Motorizzazione e di introdurre un “divieto di marcia digitale”.
Se il proprietario non dovesse regolarizzare la propria posizione, al successivo controllo su strada potrebbe scattare direttamente il sequestro del mezzo. Sono previste inoltre nuove misure per intervenire sui veicoli abbandonati.
La revisione interviene anche sul sistema delle sanzioni. Tra le proposte figurano multe maggiormente proporzionate alla gravità delle violazioni, la riduzione degli incrementi in caso di errori nel pagamento e lo stop all'adeguamento automatico delle sanzioni all'inflazione.
Il ministero propone inoltre di ridurre da 90 a 30 giorni il termine per notificare le multe derivanti da accertamenti effettuati da remoto e di semplificare le procedure di autotutela per chiedere l'annullamento dei verbali errati.
Per le sanzioni non pagate da conducenti stranieri viene invece ipotizzata la possibilità di procedere al recupero nei cinque anni successivi all'infrazione, anche quando in Italia venga successivamente fermato un altro conducente alla guida dello stesso veicolo.
La proposta affronta infine la destinazione dei proventi delle sanzioni. Il 70% dovrebbe andare all'ente proprietario della strada, con l'obbligo di reinvestire le risorse in interventi per la sicurezza, mentre il restante 30% sarebbe destinato all'ente che ha accertato la violazione per finanziare controlli e notifiche.
Tra le altre misure allo studio compare l'obbligo per i Comuni di aderire alla piattaforma CUDE, il Contrassegno unificato disabili europeo, con limitazioni all'utilizzo dei sistemi di accertamento a distanza per gli enti che non dovessero aderire.
La consultazione dovrà ora raccogliere le osservazioni delle categorie coinvolte prima della definizione del testo della riforma.
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