Roma, 14 ottobre 2026
ultime notizie
Attualità

Nuovo Codice della strada, l’allarme di oltre 40 associazioni: «Rischia di aumentare l’insicurezza»

Dopo l’adozione preliminare del testo in Consiglio dei ministri, la Rete Italiana Mobilità Equa chiede modifiche profonde: «Si mette la velocità dei veicoli davanti alla sicurezza delle persone». Nel mirino controlli, multe e limiti all’azione dei Comuni

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Nuovo Codice della strada, l’allarme di oltre 40 associazioni: «Rischia di aumentare l’insicurezza»

«Un codice che rischia di portarci fuori strada». È l’allarme lanciato da Rime, Rete Italiana Mobilità Equa, dopo l’adozione preliminare del nuovo Codice della strada da parte del Consiglio dei ministri. La rete, che riunisce oltre 40 organizzazioni impegnate sui temi della mobilità sostenibile, della sicurezza stradale, delle vittime della strada, del trasporto e dello spazio pubblico, chiede al Governo di intervenire sul testo durante il suo iter dei prossimi mesi. Secondo le associazioni, la proposta attuale rischia di privilegiare la circolazione e la velocità dei veicoli rispetto alla sicurezza, alla salute e alle esigenze di mobilità delle persone. Una posizione formulata sulla base del testo sottoposto a consultazione pubblica e delle modifiche anticipate dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dalla stampa. Rime precisa, tuttavia, di essere in attesa di poter esaminare il testo definitivo.

«Penalizzati gli utenti più vulnerabili»

Nel mirino della rete ci sono le misure che, secondo le organizzazioni, potrebbero ridurre i controlli e le sanzioni e limitare la capacità d’intervento delle amministrazioni comunali. Un insieme di cambiamenti che, se confermato nella versione definitiva, rischierebbe di rendere le strade meno sicure, con conseguenze anche sul traffico e sull’inquinamento. «La proposta attuale sembra mettere la circolazione e la velocità dei veicoli davanti alla sicurezza, alla salute e alla mobilità delle persone, penalizzare gli utenti più vulnerabili, ridurre controlli e multe, limitare l’azione dei Comuni», denuncia Rime. Per la rete, la revisione del Codice rappresenta un’occasione importante per aggiornare le regole della mobilità italiana dopo trent’anni e avvicinarle a quelle adottate nel resto d’Europa. L’obiettivo, sostengono le associazioni, dovrebbe essere una riforma capace di proteggere chi si sposta a piedi, in bicicletta o con altri mezzi, senza trascurare la sicurezza di chi guida.

La richiesta al ministero e alle istituzioni

In attesa della pubblicazione del testo definitivo, Rime chiede al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di chiarire quali proposte presentate dalla società civile durante la consultazione siano state accolte e per quali ragioni le altre siano state respinte. La rete si rivolge inoltre a Governo, Parlamento, Regioni e Anci, chiedendo di lavorare a modifiche profonde del provvedimento per arrivare a strade «più sicure e giuste». Le associazioni ricordano di essere state più volte in piazza nelle città per chiedere maggiore sicurezza stradale. Tra le mobilitazioni più recenti, quelle seguite alla morte di Nicolò, il bambino di sette anni ucciso a Torino mentre pedalava per andare a scuola. La richiesta è ora quella di trasformare la riforma in uno strumento per ridurre i rischi sulle strade e tutelare la vita delle persone. Per Rime, senza correzioni, il nuovo Codice potrebbe invece tradursi in più insicurezza, inquinamento e traffico.

CONDIVIDI ARTICOLO

La Capitale, il nuovo giornale online di Roma

La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024

DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi

SEDE LEGALE

Via Giuseppe Gioacchino Belli, 86
Roma - 00193

FOLLOW US
ORA EDITORIALE SRL P.IVA 17596711006© Copyright 2025 - Made by Semplice