Roma, 5 ottobre 2026
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Norma Cossetto, Rocca: «Il suo martirio per amore dell’Italia non deve cadere nell’oblio»

Il presidente della Regione Lazio ricorda la giovane istriana uccisa nel 1943 e insignita della Medaglia d’oro al merito civile. «Abbiamo il dovere del Ricordo»

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Norma Cossetto, Rocca: «Il suo martirio per amore dell’Italia non deve cadere nell’oblio»

«Il suo martirio per amore dell’Italia non deve cadere nell’oblio». È il messaggio affidato dal presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, alla giornata del 5 ottobre dedicata alla memoria di Norma Cossetto, giovane istriana uccisa nel 1943 e insignita della Medaglia d’oro al merito civile dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Rocca ha ricordato la figura di Cossetto come simbolo della tragedia vissuta dagli italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia durante e dopo la Seconda guerra mondiale, richiamando le violenze, gli omicidi nelle foibe e il successivo esodo di centinaia di migliaia di persone. «Norma è ormai, nella coscienza collettiva, una figura simbolo del dramma dei nostri connazionali del confine orientale», ha dichiarato il presidente della Regione Lazio.

Le foibe e l’esodo dall’Istria

Nel suo intervento Rocca colloca nel 1943 l’inizio delle violenze attribuite alle forze partigiane di Tito contro gli italiani dell’area del confine orientale. Le foibe, cavità carsiche diffuse soprattutto in Istria, furono utilizzate anche come luoghi di occultamento dei corpi delle vittime. Tra le persone uccise ci fu Norma Cossetto, studentessa istriana la cui vicenda è diventata negli anni uno dei simboli della memoria degli italiani dell’Istria e della Venezia Giulia. Rocca ha inoltre ricordato le dimensioni dell’esodo che interessò la popolazione italiana dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia: secondo i dati citati nel suo intervento, furono oltre 300mila le persone costrette a lasciare quei territori. Di queste, circa 16mila arrivarono nel Lazio: 10mila a Roma e altre 6mila nelle diverse province della regione.

Dal Quartiere Giuliano-Dalmata a Latina

La memoria di quella comunità è ancora presente nel territorio laziale. Rocca ha citato in particolare il Quartiere Giuliano-Dalmata di Roma, nel quadrante Laurentino, e la presenza della comunità esule a Latina. «La Regione Lazio non farà mai mancare il supporto alla comunità giuliano-dalmata e ne valorizzerà i luoghi e la storia, promuovendoli soprattutto presso le giovani generazioni», ha assicurato il presidente. Un impegno che, nelle parole di Rocca, passa anche dalla trasmissione della memoria alle nuove generazioni. «Perché ciò che non si conosce tende a ripetersi», ha sottolineato, collegando il ricordo delle vicende del confine orientale alle guerre e agli esodi contemporanei.

«A oltre 80 anni abbiamo il dovere del Ricordo»

Nel messaggio del presidente della Regione Lazio il richiamo al passato diventa così anche una riflessione sull’attualità. «Lo dimostrano i tanti conflitti in atto e le popolazioni costrette alla fuga», ha detto Rocca. E ha concluso: «A oltre 80 anni da questi accadimenti abbiamo il dovere del Ricordo».

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